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"Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia" LE PAGINE INIZIALI DI MATTEOTTI
(troppo vecchio per rispondere)
MirkoC
2004-09-09 10:19:28 UTC
Tratto da:
http://www.cronologia.it/fascismo/fasc000.htm

Inizio con la situazione in Polesine.
Nel Polesine la situazione offre un esempio così tipico, che lo
stesso- Sottosegretario di Stato agli Interni finalmente ha dovuto
riconoscerlo.
Siamo in una regione di tradizioni essenzialmente pacifiche. Forti
lotte agrarie ed economiche si sono trascinate per mesi ed anni nel
Polesine, e nessuno ne ha parlato, perchè non si sono verificati atti di
violenza.
Vi possono essere stati casi improvvisi di folle incoscienti, ma
noi ci siamo messi sempre di mezzo con l'esempio e con la propaganda e
anche gli avversari possono testimoniare questa nostra opera di
educazione. Perciò il Polesine non pareva dare col suo atteggiamento
alcuna giustificazione alle incursioni e agli atti, che ora vi si
manifestano.
Ma come si manifestano? Ecco quello che il Sottosegretario di Stato
ha trascurato di dirci. Si manifestano nella forma più orribile, che,
mai altrove si sia vista.

Come ai tempi dei brigantaggio
Nel cuore della notte, mentre i galantuomini sono nelle loro case a
dormire, arrivano i camions di fascisti nei paeselli, nelle campagne,
nelle frazioni composte di poche centinaia di abitanti; arrivano
accompagnati naturalmente dai capi della Agraria locale, sempre guidati
da essi, poichè altrimenti non sarebbe possibile conoscere
nell'oscurità, in mezzo alla campagna sperduta, la casetta del capolega,
o il piccolo miserello Ufficio di collocamento.
Si presentano davanti a una casetta e si sente l'ordine Circondare
la casa. Sono venti, sono cento persone armate di fucili e di
rivoltelle. Si chiama il capolega e gli si intima di scendere. Se il
capolega non discende, gli si dice: Se non scendi ti bruciamo la casa,
tua moglie, i tuoi figliuoli. Il capolega discende; se apre la porta, lo
pigliano, lo legano, lo portano sul camion, gli fanno passare le torture
più inenarrabili fingendo di ammazzarlo, di annegarlo, poi lo
abbandonano in mezzo alla campagna, nudo, legato ad un albero!
Se il capolega è un uomo di fegato e non apre e adopera le armi per
la sua difesa, allora, è l'assassinio immediato che si consuma nel cuore
della notte, cento contro uno. Questo è il sistema nel Polesine

A Salara (i fatti son consacrati tutti negli stessi rapporti
dell'autorità) a Salara un disgraziato operaio di notte sente bussare
alla porta. « Chi è?'», domanda. « Amici! », gli si risponde. Apre e si
accorge di aver davanti una banda di armati. Tenta di rinchiudere la
porta; ma glielo impediscono con un piede, e attraverso alla fessura
venti colpi di fucile e di rivoltella lo distendono cadavere.
A Peltorazza il capolega sente battere alla sua casa di notte,
sempre di notte. Gli si dice che è la forza pubblica. Il disgraziato
crede, apre. Lo prendono, lo legano, lo bastonano, lo trascinano per
tutta la provincia di Padova, esponendolo al ludibrio di tutti, fino a
che lo abbandonano in mezzo alla strada. Quel disgraziato ritorna a
casa, denunzia il fatto, e il brigadiere dei carabinieri lo arresta!

A Pincura, piccolo paese in mezzo alla campagna, a mezzanotte
arriva un camion davanti all'Ufficio di collocamento, una miserabile
bicocca, una stanzetta. Non c'è nessuno dentro, ma per assicurarsene
meglio i fascisti sparano a mitraglia, di cui si riscontrano le tracce
sul muro. Non c'è, nessuno : allora, fuori la benzina, e si brucia tutto.
Poi vanno alla casa del Sindaco, sempre dopo la mezzanotte: non lo
trovano per puro caso. La moglie è all'ospedale, la figlioletta dice : «
Mio padre non c'è ». Non ci credono; lo vanno ricercando nei piccoli
rispostigli : non lo trovano; ma intanto una vittima la vogliono, e
vanno più in là, nella campagna deserta, alla casa del capolega che
dorme. Circondano la casa. Duecento colpi di moschetto e di revolver
punteggiano i muri della casupola da ogni lato. Il disgraziato scende e
difende col petto l'ingresso della sua casa; cinquanta colpi crivellano
la porta ed egli è ucciso nella sua casa stessa.
Quando il disgraziato difensore della casa è caduto, con due colpi
dentro il petto, dietro la porta che difendeva, e la moglie lo sorregge
fra le braccia, entrano (io sono stato a vedere la casa e ne ho
riportata un'impressione tremenda) entrano inveendo, s'assicurano che il
morto sia veramente morto e scuotono violentemente il figlioletto, che
con le sue grida denunziava sulla strada, nella notte, l'assassinio del
padre. Egli ne porta ancora sulle braccia il segno malvagio!

Ad Adria, pochi giorni or sono, è avvenuto un incidente fra un
fascista ed un facchino. Il facchino fu ucciso dal fascista. Sarebbe
dovuto bastare. Ma invece nella notte seguente arrivano ancora i
camions, perchè i fascisti non erano paghi di avere ammazzato un uomo
solo. E vanno, dopo l'una di notte, alla casa del segretario della
sezione socialista, lo prendono, lo legano, lo portano sull'Adige,
fingono di immergerlo nel fiume, o di legarlo coi piedi dietro il «
camion » e poi lo abbandonano legato ad un palo telegrafico in provincia
di Padova! E il « Corriere del Polesine », l'organo degli agrari, ha il
coraggio di far l'esaltazione di questo fatto malvagio e vergognoso.
Poi, sempre nella stessa notte, mentre, naturalmente, i carabinieri
dormono (poichè la Sottoprefettura era stata preavvisata nella giornata
della spedizione fascista e quindi la consegna era di russare), mentre i
carabinieri dormono, la stessa banda armata si presenta alla casa del
presidente della Deputazione provinciale di Rovigo. Battono alla porla
di casa. « Chi è? ». « La forza» , rispondono. Perchè avviene anche che
molti della masnada sono vestiti in divisa, quando anche alle loro gesta
non partecipano, come a Lendini, tenenti del regio esercito addetti alla
requisizione. Battono dunque, dicendo che è la forza pubblica.

Nelle digraziate campagne del Polesine ormai si sa che quando si
batte di notte alla porta di casa, e se si dice che è la forza pubblica,
è la condanna di morte.
Quindi alla casa del presidente della Deputazione non si apre.
Tentano di sforzare la porta : non riescono: saltano sul poggiolo, lo
sforzano. Il disgraziato vuole difendersi con la rivoltella, ma la
moglie e la madre lo dissuadono, lo inducono a fuggire. I colpi di
rivoltella lo inseguono quasi nudo per la strada. Egli va alla caserma
dei carabinieri, ma essi tardano un'ora ad andare, perchè i carabinieri
non ci sono per mettere in galera i delinquenti, che vanno ad assalire
le case di notte. E intanto la masnada penetra nella casa; prende le
donne, la moglie, la madre del disgraziato e colla rivoltella in pugno
si esige che indichino dove è nascosto.
E continua così la storia, ma nessuno viene, nessuno è scoperto,
nessuno sa chi siano i delinquenti.
N ella stessa via, una viuzza di Adria, abitano gli agenti
investigativi; tutta la strada è a rumore, tutti gridano per quello che
sta avvenendo; ma gli agenti investigativi non sentono nulla e non si
fanno vedere.

L'ordine della Camera del Lavoro: viltà
Notte per notte, giorno per giorno, sono così incendi ed assassini
che si commettono. Leggo sul « Corriere del Polesine », l'organo degli
agrari, che la Casa del Popolo di Gavello è stata bruciata; e non si
dice nemmeno il perchè; perchè da parte nostra, per lo meno da parte dei
nostri organismi responsabili, non vi è stata mai alcuna provocazione.
L'ordine della Camera del lavoro è inteso appunto ad evitarle. L'ordine
è "Restate nelle vostre cose: non rispondete alle provocazioni. Anche il
silenzio, anche la viltà sono talvolta eroici". Questo è l'ordine: ma,
malgrado questo, si bruciano le Case del Popolo. E allora non è più
lotta politica, non è più protesta, non è più reazione. Qui si tratta di
un assalto, di una organizzazione di brigantaggio. Non è più lotta
politica: è barbarie; è medioevo. Dobbiamo noi combattere la lotta
politica in questa maniera? Siamo anche noi autorizzati a metterci su
questo terreno? Ma vi levaste allora almeno di mezzo, voi del Governo, e
ci lasciaste combattere con dignità, a parità di condizioni. E noi
sapremmo mettere a posto i briganti. Il vostro intervento è intervento a
favore dei briganti.

Ricordate: gli anni scorsi, ed anche quest'anno, quando l'Emilia
era in fiamme per la lotta economica, la provincia di Rovigo taceva.
Quando nello stesso Veneto, nella provincia di Padova, succedevano
episodi di violenza contro gli agrari, verso cui si agiva violentemente
per obbligarli a firmare, la provincia di Rovigo taceva. Vi furono
cinque mesi di discussione, tre mesi di lotta agraria, tre mesi di
sciopero, ma con incidenti minimi, trascurabili. Se avvennero, furono
episodi di violenza improvvisi, imprevisti, di folle incoscienti. Ma da
parte nostra è venuta allora sempre la deplorazione, la sconfessione.
Oggi invece dalla parte avversaria vi è la glorificazione
dell'assassinio. Questa è la differenza! Vi sono stati, anche da parte
dei nostri, atti di follia. Un atto di violenza fu compresso a danno di
un cattolico partigiano dell'on. Merlin. Ebbene, noi lo abbiamo
deplorato; lo abbiamo condannato. Non abbiamo mai fatto l'apologia di
coloro che avevano commesso questi atti. E oggi l'assassinio premeditato
e organizzato è la ricompensa di quel nostro atteggiamento.

Nel Polesine sono sempre state sconosciute le taglie, che vennero
ricordate alla Camera. I boicottaggi si contano sulle dita : sempre nei
paesi ultimi organizzati, e meno bene organizzati. Ma, lo può
riconoscere l'on. Merlin, dove sono avvenuti, noi ci siamo interessati
per farli cessare.
Non disconosciamo, dunque, che errori siano stati commessi dalle
nostre folle: erano da troppo poco tempo educate e venivano dalla
guerra. Ma ci siamo sempre interessati e abbiamo sempre cercato di
educarle. Nel Polesine non ci furono offese al patriottismo. I nostri
contadini non hanno disertato, non hanno avuto bisogno dei decreti di
amnistia. I nostri contadini sono andati tutti al fronte, hanno
combattuto, sono morti, o sono tornati mutilati e feriti. Se qualcuno si
è imboscato, se qualcuno non ha combattuto, questi appartiene agli
agrari che in massa hanno ottenuto l'esonero. E gli agrari del Polesine
non sono stati mai patrioti, neanche durante la guerra, perchè nei
conversari loro erano più contrari alla guerra che non lo fossimo noi
socialisti.

La lotta agraria
E allora perchè tutto questo? II perché c'è, e lo ha confessato lo
stesso on. Corradini : è la lotta agraria. Il 28 febbraio scadevano i
vecchi patti.
Le nostre organizzazioni proposero che si continuassero i vecchi
patti fino alla ripresa delle trattative. Gli agrari non vollero
accettare. Essi volevano rompere i patti perchè volevano rompere le
organizzazioni proletarie. E hanno affermato pubblicamente che, per
rompere le organizzazioni, non disdegneranno, se occorrerà, di
abbandonare le terre, di lasciarle perfettamente incolte. Hanno detto
che non faranno le semine per non compromettere le loro borse.
Gli agrari minacciano così l'abbandono delle terre, delle colture,
se i contadini non accettano di abbandonare la mano d'opera in balìa dei
padroni, stroncando i loro uffici di collocamento. Essenzialmente a
questo si mira, perchè non si fanno questioni di salario, ma si pone in
questione soltanto l'esistenza delle organizzazioni proletarie. E del
resto l'on. Corradini lo ha riconosciuto.
Si è giunti persino a questo: che, mentre i patti liberamente
sottoscritti per le valli giungevano fino al 29 agosto di quest'anno,
gli agrari li hanno stracciati e hanno mandato a casa i lavoratori. Lo
stesso Sottosegretario di Stato all'Interno l'ha detto e deplorato poco
fa. Ora per l'assassinio di Solara sono stati arrestati i figli di
agrari locali, ma soltanto perchè si è trovato una volta tanto un
ufficiale che ha fatto il suo dovere.

Chi conduce le bande a Lendinara? Gli agrari. A chi appartengono i
camions per le spedizioni punitive? Agli agrari. Nessun camion,
onorevole Corradini, è stato dalla forza pubblica arrestato nel
Polesine. Eppure i camions che circolano armati si sa quali sono :
appartengono agli agrari, alle bonifiche, agli industriali, quando non
sono quelli stessi della Commissione di requisizione cereali. Le
organizzazioni degli agrari sono divenute organizzazioni di delinquenza.
Quando voi avete ordinata la consegna delle armi, camions pieni
d'armi sono giunti nel Ferrarese e le armi sono state depositate nelle
case degli agrari. E quando una volta si minacciarono dai fascisti
disordini contro il Municipio di Ficarolo e ci fu eccezionalmente un
agente dell'ordine che avverti il capo degli agrari che egli sarebbe
stato responsabile, quel giorno nulla avvenne, perchè, quando le
autorità vogliono, ottengono: quando vogliono, conoscono i capi agrari
della delinquenza organizzata. Il Governo telegrafa, è vero, il prefetto
fa telegrammi, circolari, è vero, ma tutto questo che vale? Quando il
tenente della requisizione cereali di Lendinara si fa guida di
spedìzioni, e l'autorità di pubblica sicurezza lo riconosce a capo di
quelli che sparano sulle piazze, quel tenente per due giorni è messo a
disposizione dell'autorità militare di Rovigo; ma il terzo giorno è
restituito alle sue funzioni nella Commissione dei cereali.

Un altro tenente dei carabinieri che finge di contenere le
spedizioni facinorose è un noto amico di organizzatori fascisti e fu
udito prendere accordi con loro dentro i locali di un pubblico ufficio.
Il comandante dei carabinieri agisce spesso a rovescio delle istruzioni
prefettizie. Il brigadiere di Pincara, ove è stato compiuto l'assassinio
durante la notte, mangia, beve, canta e spara coi fascisti.
A Loreo i fascisti su di una strada assaltarono un povero
disgraziato, lo picchiarono e poi si presentarono al comando dei
carabinieri dichiarando di avergli sequestrata una rivoltella. I
carabinieri, invece di arrestare coloro che lo avevano picchiato e
assalito e perquisito, sostituendosi se mai alla pubblica autorità,
arrestarono lo stesso disgraziato e insultato. Sono metodi e sistemi che
hanno perfino meravigliato l'autorità politica. Perciò la mia
interrogazione era diretta al ministro della guerra, troppe volle
assente in questi banchi della Camera, per sentire le sue responsabilità.
Ho detto che il sottoprefetto era avvisato della presenza dei
fascisti in Adria, e la notte che andarono a prendere nella sua casa il
Presidente della Deputazione Provinciale, i carabinieri perciò appunto
dormivano profondamente e non udirono nulla, mentre per due o tre ore in
città si udirono spari, inseguimenti, rumori. Nessun carabiniere apparve
se non alle 4,40 del mattino, quando, come nell'episodio dei "Maestri
Cantori", i ladri e gli assassini erano scappati, la luna sorgeva e
tutto era ritornato in tranquillità. Fino a questo si arriva : che,
mentre lo chaufeur che ha condotto l'automobile assassina di Pincara ha
deposto e indicato persone; mentre è noto chi montava l'automobile chi
la pagò, chi andò a compiere l'assassinio, il procuratore del re, ancora
dopo parecchi giorni, mi dichiarava che non sapeva nulla, e che egli non
ha l'abitudine di leggere i giornali.

"La viltà è un atto d'eroismo"
Qui non si tratta di fatti singoli, di piccola polizia. Voi avete
detto di aver preso delle misure che non sono state osservate. Ma qui si
tratta piuttosto di riconoscere una organizzazione, una associazione a
delinquere, la quale si vanta nei giornali, con manifesti, vistati dalle
vostre autorità, che minacciano di morte determinate persone, di
organizzare queste spedizioni e queste rappresaglie. E' una
organizzazione a delinquere conosciuta nei suoi mezzi, nei suoi scopi,
un per uno, e voi la lasciate intatta. .
Se avviene mai che qualche avversario sia bastonato, allora sono
arrestati i capilega, il Sindaco, gli Assessori, tutti i nostri di quel
Comune, vi siano o no indizi di colpabilità. Ma da parte opposta nulla,
anzi spesso la glorificazione, l'apologia dell'assassinio o dell'incendio.

Ecco, perchè, onorevoli colleghi, la stampa tace sugli avvenimenti
della provincia di Rovigo. Ma allora che cosa ci resta a fare? Noi
continuiamo da mesi e mesi a dire nelle nostre adunanze che non bisogna
accettare provocazioni, che anche la viltà è un dovere, un atto di
eroisno. Ma abbiamo continuato a predicare per troppi mesi, o signori
dei Governo, invano; non ci sentiamo e non possiamo più oltre tacere ai
nostri che la disciplina può segnare la loro morte, non possiamo più
oltre ordinare che si lascino uccidere ad uno ad uno, sgozzare uno per
uno, per amore della nostra disciplina. Questo non ci sentiamo più di
consigliare, e nelle nostre assemblee ormai si dicono delle parole che
non possiamo più oltre sopportare. Voi del Governo assistete inerti o
complici. Noi non deploriamo più, non domandiamo più nulla. Ora voi
siete informati delle cose; la Camera è avvertita. Questo é quello che
volevo dirvi.

Riprendere la storia documentata delle violenze agrario fasciste
nella Provincia di Rovigo, al punto in cui si fermarono i miei accenni
del 10 marzo alla Camera, non è cosa semplice. Poichè quello che fin
allora sembrava ancora episodio staccato e singolare, per quanto
ripetuto, doveva poi diventare la cronaca di ogni giorno e di ogni
piccolo Comune, moltiplicandosi all'infinito nelle forme più fantastiche
che il crudele medioevo o il più inumano regime coloniale abbiano potuto
inventare.
Nello stesso giorno in cui io mi avviavo tranquillamente con un
cavallino a un convegno in Castelguglielmino, e trovavo invece allineati
sulla piazza duecento armati che sparavano come pazzi e mi catturavano
perchè non consentivo a rinnegare né cose dette nè pensieri, a Adria
andavano invece a sfondare, alle tre di notte, la porta dell'abitazione
del cav. Camilli, colpevole di avere adempiuti con zelo i suoi doveri di
Segretario comunale anche con la nuova Amministrazione socialista. A
forza, e mentre le rivoltelle incutevano il dovuto terrore alla moglie
in stato delicato e alle piccole figlie, era caricato egli pure su di un
camion, portato alla sede del Fascio di Padova, sequestrato colà per due
giorni, e poi abbandonato in piena campagna.

Quasi nello stesso tempo anche a Contarina si comincia a forzare e
invadere le case di notte, a perquisirle coll'intimidazione delle
rivoltelle, caricando sul camion le persone (per esempio un certo
Franzoso) e poi abbandonandole legate a qualche albero nella campagna.
E da allora, borgata por borgata, passa la distruzione, la
minaccia, il terrore per tutti i 60 piccoli Comuni del Polesine. A uno a
uno, nel breve volgere di due o tre settimane, essi sono invasi di
giorno da turbe di centinaia di forsennati, che bastonano chiunque è
loro indicato come socialista dagli agrari locali, penetrano nei locali,
distruggono il mobilio e asportano oggetti; di notte, a gruppi, con la
maschera e i moschetti, sparano a mitraglia per le strade o lanciano
bombe, entrano nelle case di chiunque faccia parte di un'
Amministrazione comunale, di una Lega di resistenza, di una Cooperativa
o simili e, tra il terrore indicibile delle donne e dei figli,
minacciano, violentano, estorcono dichiarazioni, impongono cose
vergognose, o costringono a fuggire disperatamente per la campagna.
In tal modo le organizzazioni non possono più riunirsi, le Case del
Popolo, gli Uffici di collocamento divengono inabitabili per il pericolo
immediato di incendio e di morte. Le stesse riunioni imposte dalla legge
divengono oggetto di violenza : una Giunta comunale riunita è comodo
pretesto per un gruppo di delinquenti per entrare nel Municipio a
imporre dichiarazioni ignominiose, pena la violenza immediata sul posto
o quando i radunati rincaseranno. Il Consiglio comunale di Ramodipalo,
tranquillamente radunato per deliberazioni ordinarie, vede invasa
improvvisamente l'aula da forsennati sopravvenuti in camion, è forzato a
sciogliersi, e i consiglieri devono passare ad uno ad uno tra la doppia
fila degli energumeni bastonatori. Gli Assessori di un Comune presso la
Marina sono catturati in camion e portati, tra gli insulti e le minacce
di morte, fino a duecento chilometri di distanza, sugli altipiani
alpini! Degno ricambio alle violenze dei bolscevichi di Rovigo, che
avevano inaugurato il loro Consiglio comunale regalando un mazzo di
garofani bianchi alla minoranza assessoria.

In un'ultima riunione quasi clandestina degli amministratori degli
enti locali e dei dirigenti le organizzazioni dei contadini, io predico
ancora una volta di non insorgere, di non resistere, di lasciarsi
battere, per la civiltà. Ma invano; poichè un funerale, una bandiera, un
nastrino, una cravatta, un gesto, una minima cosa è sufficiente pretesto
per le cosiddette spedizioni punitive e per esplosioni selvagge di violenza.
Le autorità tutte, dal Prefetto alla P. S., dai Comandanti dei
Carabinieri ai Procuratori del re, assistono impassibili. Il Prefetto si
dichiara impotente. Tutto passa impunito, e la legge vale esclusivamente
contro l'ultimo contadino che, torturato, osi comunque ribellarsi.

Distrutta così ogni tessitura di vita civile, isolato ogni Comune
dall'altro, e ogni lavoratore dal suo vicino; la lotta agraria è anche
perduta, i contadini chiedono a uno a uno il lavoro ai padroni, è la
Camera del Lavoro di Rovigo, già invasa è distrutta nelle sue cose
materiali, si scioglie nei primi giorni di aprile.
Cessava quindi la ragione prima della violenza. Ma non bastava.
Rimanevano ancora dei piccoli centri, nei quali, se la lotta
economica era stata perduta, lo spirito era però rimasto fieramente
alto; e anche in tutti gli altri luoghi, se la massa era terrorizzata,
rimaneva tuttavia profondamente fedele nell'anima al Partito che da più
di trent'anni in quella terra aveva insegnato la conquista civile.

Quindi contro i primi si organizza e si scaglia ancora la
spedizione più feroce, accuratamente preparata e combinata eventualmente
con i signori Comandanti i Reali Carabinieri. Nei secondi invece si
costituisce e si arma, dopo la prima terrorizzazione generale, il
gruppetto locale di agrari e di studentelli, che assolda un paio di
delinquenti o di disertori, indigeni o importati, e con questi alla
testa mantiene lo stato di terrore e di schiavitù della popolazione,
ripetendo quotidianamente la bastonatura, l'invasione domiciliare, la
mascherata notturna, le sevizie.
Del primo tipo è per esempio l'assalto a Grangette, minuscola
frazione a due chilometri da Rovigo. Prima, per alcuni giorni, ripetuti
assaggi dei carabinieri, con perquisizioni ai lavoratori e alle loro
case, invasioni di sorpresa alla Casa del Popolo, ecc. Poi i briganti:
appuntamento notturno di tutte le squadre armate della Provincia,
assalto combinato alla Lega e alle case privale. Nessuno si sogna di
resistere; ma il terrore e la violenza penetrano in ogni famiglia,
presso ogni letto; e si bastona e si distruggono mobili, alimenti,
bevande, tutte le piccole ricchezze della comunità, e si appiccano
incendi. Manca soltanto la vittima designata a coronare l'impresa: il
capolega. Ah! quei vigliacchi di capilega non si lasciano più seviziare
e uccidere in un letto, dormono randagi sotto un albero o in fondo a un
arginello! Va bene, li sostituiranno i vicini di casa; spari contro la
vecchia madre, che apre la finestra ma trema di aprire la porta;
invasione, distruzione, bastonate al povero Masin che stava calzandosi e
va a raggomitolarsi ferito sul letto. A rivoltellate lo finiscono. Vittoria!
La moglie è inebetita, ammalata. Una bambina tenerissima è morta
per lo spavento. Che importa? Sulle grida terrificanti con le quali i
masnadieri chiamano le vittime e incitano se stessi ad essere più
barbari, e sui singhiozzi dei martoriati, sale ormai il grido della
vittoria. Per la civiltà, eia, eia.

A Bottrighe è invece un attacco combinato con la forza pubblica. A
Porto Tolle, sull'estremo della riva del Po, una azione strategica : una
puntata, finta ritirata, imboscata, assalto generale di carabinieri e,
fascisti riuniti, con emozionante caccia all'uomo e tiro al volo. A
Bergantino conquista improvvisa della piazza, tra le bombe e i
moschetti: il piccolo proprietario contadino vede la sua casa invasa,
bruciata la rimessa, uccisi il bove e l'asino nella stalla, distrutto il
mobilio, sfregiati i ritratti dei parenti morti. Qualcuno, preavvisato,
riesce a fuggire per le finestre; Stefanoni si rifugia nelle Valli
veronesi, perviene nel Vicentino; trova un maresciallo, gli racconta di
essere inseguito dai fascisti : quanto basta perchè il maresciallo lo
arresti, lo tenga in carcere otto giorni, e poi lo rimandi con foglio di
via a Bergantino... a farsi massacrare dagli amici fascisti. II
disgraziato si rifugia a Padova; la figlia corre a raggiungerlo; ma
dietro di essa il camion delle belve apprende il suo rifugio, supera i
cento chilometri di distanza e, nella città medesima, all'angolo di una
via, lo sorprendono, lo portano via.

Ma peggiore ancora dell'episodio straordinario è la vita vissuta
quotidiana, divenuta ormai normale in ogni piccolo comune rurale. Il
tipo più criminale del luogo è divenuto il despota. I socialisti, cioè i
contadini e gli artigiani, cioè gli otto decimi della popolazione, sono
gli schiavi. Contro di essi tutto è possibile, tutto l'immaginabile,
specialmente in certe zone rivierasche del Po. Il gruppetto dei despoti
può intimare di rientrare in casa alla tal'ora, di non farsi vedere in
piazza, di uscire da un negozio, di presentarsi anche dieci volte al
giorno al Fascio, di girare con una corda al collo, di dipingersi la
faccia, di firmare dichiarazioni obbrobriose, di non parlare con la data
persona o di non salutarla. La consegna delle bandiere rosse (così come
prima le dimissioni delle Amministrazioni comunali) è stata estorta con
le sevizie e le torture più fantastiche, materiali e morali.
Il salvacondotto della settimana rossa, o i lasciapassare di Bucco,
sono qui la norma, per esempio su tutta la via, da Occhiobello a Ficarolo.
E le sanzioni contro lo schiavo sono infinite : dalla privazione
del lavoro e dalla fame, alla bastonatura a morte davanti alle donne e
ai figli; dalla denudazione alla legatura al palo o al lancio nelle
acque del Po.
La vita così è divenuta nelle campagne un obbrobrio o un martirio.
Sono centinaia i fuggiaschi costretti ad abbandonare le famiglie e a
cercare requie e lavoro a Milano, a Venezia, sul Piave; alcuni tentano
di imbarcarsi per l'America, maledicendo...
Ad Ariano è rimasto invece Ermenegildo Fonsatti, operoso, buono,
vero amico. Chiuso in se stesso, mutilato del polmone e mutilato
dell'anima, dopo la distruzione dell'organizzazione e
dell'amministrazione. Le belve andarono di notte, divise in gruppi, alle
diverse case. Con le solite minacce d'incendio, fecero scendere lui
sulla strada, conscio del martirio, perchè non vedessero i figli. Lo
bastonarono fin che fu morto. Dopo morto ancora gli spararono addosso.
Così voleva accertare il medico dottor Sevesi, e allora anche il
medico fu bastonato a sangue; mentre un altro gruppo sorprendeva,
bastonava e lanciava infine nel Po un altro amico suo, il Celeghini.
Quanti morti: e dei migliori!
Q uanti feriti o malmenati; forse quattro o cinquemila!
Quante case devastate, incendiate; più di trecento!
Quante altre perquisite o invase nel terrore delle famiglie; forse
più di mille!
Le donne stesse bastonate a sangue nelle loro case, come la signora
Eletti, che all'onda prepotente degli invasori ripeteva intrepida : Viva
il Socialismo!

In tale regime di vita, mettete anche la lotta elettorale. Per i
Partiti dell'ordine dovrà essere un trionfo.
Sequestrata tutta la nostra stampa. Proibito alla tipografia di
stampare il nostro settimanale. Intercettato con minacce i rivenditori o
addirittura con imposizione agli Uffici postali. Di comizi o manifesti
non si parla. Pacchi di schede, spediti per ferrovia, per posta, per
carretto, a mano, o in bicicletta sono tutti sequestrati.
E sequestrati i portatori, come quei due giovani padovani, Menato e
Zanovello che tentano portare nel Polesine una valigetta di schede:
perquisiti e sottoposti a interrogatori estenuanti, poscia caricati su
un camion, trasportati di qua e di là nella notte, e chiusi per ultimo
in una stanzetta di 2 x 3 metri, con gli occhi bendati notte e giorno,
sulla paglia, mentre gli aguzzini si divertono ogni qual tratto a
sparare loro accanto o a discutere di qual genere di tortura farli
perire. Il Prefetto dopo quattro giorni rassicurava le famiglie che i
giovanotti stavano bene.

Perquisite tutte le case dei più noti socialisti per ritrovarvi le
schede. Ridotti a letto a furia di bastonate Bellini, Ruzzante,
Fintello, il mutilato Bonafin di Lendinara, e infiniti altri, affinché
non si potessero muovere. Le notti del venerdì e sabato, bombe e spari a
migliaia per terrorizzare. E decine e decine di nostri buoni compagni,
banditi addirittura dalla Provincia per decreto dei Fasci, almeno fin
dopo le elezioni. Impedite perfino le pratiche legali, sequestrato e
minacciato il nostro coraggioso delegato di lista Belluco. Quasi tutti i
nostri rappresentanti di seggio, intimati a non presentarsi o
violentati, come il Lenotti e il Franchi. Un giovane ardimentoso,
decorato al valore e mutilato, Germani, che tentò per tre volle da
Padova di entrare nel Polesine per compiervi le funzioni elettorali
prescritte dalla legge, fu replicatamente fermato, impedito e bastonato,
fra l'altro da un condannato per diserzione, che egli riconobbe e che
pretendeva di insegnargli l'amor patrio! Ad Arella, nella notte, tre
compagni vanno a trovare i fratelli Ferlin, nascostamente, per avere la
scheda socialista. Gli agrari se n'accorgono, circondano la casa;
vogliono entrare a forza: uccidono con una rivoltellata il Ferlin. Il
fratello come un leone si difende con un coltello e ferisce due degli
assalitori; il giorno dopo arrivano sul posto i camions della
rappresaglia: case, bestiame, mobili dei contadini, tutto distrutto,
ucciso, incendiato, in nome della produzione nazionale. Così almeno mi è
stato riferito perchè la stampa tace.

Dopo le elezioni, tacerà la violenza?
Ah! no. La minaccia era questa : se nel paese si troveranno più di
tanti voti socialisti, tutte le case dei colpevoli saranno messe a ferro
e a fuoco. E a Polesella, a Borsea ed altrove, sono a centinaia i
bastonati, i martorizzati, i banditi dalle loro case, perchè colà furono
troppi i voti socialisti.
Passano i giorni. Ma la schiavitù dei lavoratori nel Polesine deve
continuare intera, perfetta. C'è qualche bandito, che passa di paese in
paese a dare lezioni di delinquenza. E ancora ieri sera il piccolo
Pozzati di Cà Vernier veniva legato mani e piedi a un albero e bastonato.

Le Autorità, il Governo, la Giustizia, assistono complici
spudorati. E tutta la stampa vigliaccamente tace; non parla anni del
Polesine, perchè non vi può trovare neppur l'ombra della provocazione
socialista o dell'agguato comunista".

GIACOMO MATTEOTTI

--
NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt
SEGRETERIA NAZIONALE MFL
2004-09-09 22:04:57 UTC
Post by MirkoC
http://www.cronologia.it/fascismo/fasc000.htm
Alle cretinate inventate da chi non cita altra fonte al di fuori della sua
fantasia, rispondiamo con chi scrisse citando le fonti giornalistiche di
quanto raccontava.

Segr. Naz. MFL
--
www.fascismoeliberta.net


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PER NON DIMENTICARE

Premessa

L'arma preferita degli avversari del fascismo è oggi il luogo comune: essi
infatti, in difetto di una fede e di una volontà da opporre alla formidabile
opera restauratrice del governo di Mussolini, tentano raggrupparsi sotto
sterili e vaghe formule e accreditare presso il popolo italiano, ritenuto
facile ai subitanei oblii, le più turpi e provocatrici menzogne sotto cui
celano la vergogna incancellabile di un obbrobrioso passato di tradimento e
di fellonia.Tra i luoghi comuni più in voga è quello che il fascismo sia da
considerarsi un passeggero fenomeno (aspetteranno un pezzo prima che
"passi"!) originato dallo stesso stato di violenta deformazione psicologica
che dette origine negli uomini del dopo guerra alle "esuberanze" socialiste:
e che il ritorno alla normalità sarebbe stato più rapido e completo senza
l'azione delle Camicie Nere, arrivate in ritardo per sovrapporsi ad una
situazione già avviata verso l'equilibrio stabile in virtù "dell'innato buon
senso" italiano. Questa storiella non è soltanto ripetuta come bassa arma
polemica nelle schermaglie quotidiane: essa trova il suo apostolo e il suo
divulgatore in un notissimo parlamentare socialdemocratico sotto il paterno
governo del quale l'Italia subì l'onta di Valona e la liquidazione della
vittoria; l'on. Bonomi, cui peraltro tornò comodo l'appoggio e la protezione
fascista nelle elezioni del 1921. Bonomi ha persino scritto un libro per
dimostrare la panzana di cui sopra: e gli stessi argomenti ritroviamo in
ogni manifestazione dei variopinti avversari del fascismo, attraverso la
chiacchiera che si intensifica in vicinanza delle elezioni, epoca più
propizia, secondo il criterio democratico, per darla a bere. I fascisti
sentiranno dunque ripetere tale sconcia favola ovunque gli avversari
oseranno metter fuori la testa in cerca di suffragi: occorre perciò
controbattere prontamente. Al vaniloquio noi rispondiamo con i fatti: essi
sono là a smascherare la spudorata manovra di quanti credono che l'Italia
abbia dimenticato i tremila morti della lunga e asprissima battaglia
unicamente perché non abbassammo mai quelle memorie sacre al nostro cuore al
livello dello sfruttamento partigiano! Fatti e non parole che dimostrano
come gli anni più duri, più sanguinosi, più crudeli della nostra lunga
vigilia siano stati appunto, oltre il 1919, il 1921 e 1922, quando cioè il
"buon senso" avrebbe dovuto - secondo i nostri avversari - vincere da solo
la violenza in piazza, l'impotenza al Governo, la complicità irresponsabile
a Montecitorio e molto dopo l'occupazione delle fabbriche! La cronistoria
che segue, riassunta negli episodi più sintomatici e più gravi, risulta da
uno spoglio diligente fatto nella collezione del "Corriere della Sera",
giornale non certo sospetto di benevolenza a nostro riguardo: esso dimostra,
e non saranno certo i libri di Bonomi ad attestare il contrario, che:
1° Gli anni 1921 e 22 furono veramente tragici in ogni plaga d'Italia;
2° Che il 23 - 24 segna un formidabile miglioramento, per non dire la totale
cessazione di ogni episodio violento. Sfidiamo chiunque a dimostrare il
contrario: quanti scorreranno queste pagine rivivranno le scene più selvagge
che disonorarono negli anni scorsi il buon nome italiano e che condussero la
Patria vittoriosa alla pari dell'ultimo Stato balcanico. Non avremmo voluto
rievocare sì tristi ricordi: vi siamo costretti dalla malvagità di coloro
che, corresponsabili e correi di tanta rovina, osano ripresentarsi in
aspetto di impudica verginità politica ad accaparrare presso l'opinione
pubblica una parte, di merito nella restaurazione nazionale. Fu superflua
l'azione implacabile del fascismo nell'Italia del 21-22? Osservino i troppi
immemori! Quale data segue il giorno 2 marzo 1921? Lo strazio infame dei
marinai ad Empoli, delitto che commosse e atterrì l'Europa intiera. Che
registra la cronaca il successivo 7 marzo? L'agguato brigantesco ed infame
di Casale Monferrato, dove tra gli altri trovarono la morte due vecchi
soldati piemontesi e dove fu gravemente ferito l'onorevole De Vecchi. E il
25 dello stesso mese? La strage del "Diana" dove donne e fanciulli furono
immolati alla solidarietà criminale con Enrico Malatesta seminatore di morti
in ogni tappa della sua propaganda d'odio e di distruzione. E il 26 marzo?
Quattro attentati dinamitardi. E il 18 aprile? L'imboscata di Foiano della
Chiana: e così via, per tutto il 1922, fino allo sciopero "legalitario"
sferrato in piazza mentre a Montecitorio si imbastiva il trucco
collaborazionista allo scopo di soffocare "legalmente" nel sangue la
riscossa già vittoriosa in Paese. Dove erano dunque allora gli odierni
zelatori di libertà, i democratici che oggi vantano titoli nella lotta
contro la violenza dei rossi, i popolari che si atteggiano a salvatori della
Patria per aver collaborato a tutti i Ministeri, Nitti compreso, dalla
comoda trincea di Montecitorio, gli unitari che si gloriano di aver frenato
gli eccessi degli estremisti? Dove erano questi signori quando i nostri
squadristi adolescenti seminavano del loro sangue generoso le aspre vie
della nostra battaglia? Dall'altra parte: rassegnati o manutengoli inerti o
complici, ma pronti sempre alla denigrazione e alla deformazione di ogni
nostro atto, convinti del loro compito modesto e servile di battistrada del
socialismo e in attesa del giorno in cui fosse piaciuto a Turati, difensore
di Misiano, o a Treves, marchese di Caporetto, di acciuffare il governo
d'Italia per precipitarla nella mediocrità impotente o nell'anarchia
dissolvitrice in oltraggio ai cinquecentomila morti della grande guerra
vittoriosa! Solo dunque fu il fascismo nell'ora del pericolo, solo con la
sua fede e con la sua bandiera incontaminabile: e, se trovò talvolta al suo
passaggio schiene pronte all'inclino, fu quando il calcolo elettoralistico,
a noi sconosciuto, spinse verso il nostro movimento uomini e gruppi
bisognosi di protezione e di coraggio: uomini che poi, passato l'attimo
fuggente, ritrovammo ostili e inveleniti, stretti attorno alla Casa paterna
di Miglioli. Leggano dunque gli italiani che nella pace raggiunta per virtù
e per sacrificio fascista avessero dimenticato i giorni in cui bastava il
capriccio di un organizzatore irresponsabile per far fermare l'attività
lavorativa di intiere province: leggano e ricordino i tempi in cui la vita
del Paese era paralizzata dagli scioperi ferroviari a ripetizione, gli
ospedali lasciati al buio, le fabbriche disertate, i raccolti bruciati!
Altro che libertà da riconquistare! Ricordino e meditino: soprattutto sulla
infinita generosità fascista che ha lasciato tanta libertà ai vinti fino a
permettere loro di millantare, al cospetto dei nostri Martiri e del nostro
lungo sacrificio, nuovo diritto di cittadinanza nel ciclo storico apertosi
con la Marcia su Roma che seppellì per sempre la loro opera nefanda.


Italiani, ricordate!

1920
(Primo semestre)

(*) I numeri in parentesi corrispondono a quelli della collezione del
"Corriere della sera".

9 gennaio - A S. Cesario (Modena) malviventi e sovversivi attaccano la
caserma dei carabinieri. Un borghese ferito grave e molti feriti meno gravi
(N. 9).
14 gennaio - Sciopero postelegrafonico in tutta Italia (N. 12). Anche i
ferrovieri minacciano di scioperare. (N. 12).
20 gennaio - E' proclamato lo sciopero dei ferrovieri in tutta Italia (N
17).
21 gennaio - L'equipaggio del postale "Città di Cagliari" si rifiuta di
partire per la Sardegna il Ministero della Marina utilizza l'immediata
iscrizione della nave nel naviglio militare e lo sbarco del personale
lunghezza (N. 18).
23 gennaio - Due attentati ferroviari: uno fra Bucine e Montevarchi (linea
Firenze - Roma): e l'altro alla Palombella (Ancona - Bologna):
fortunatamente i colpi di fucili vanno a vuoto. Giornata di sciopero
generale a Pisa e a Bari per solidarietà con i ferrovieri (N. 20).
4 febbraio - L'agitazione degli operai tessili provoca lo sciopero generale
nel Bergamasco.
Sciopero agrario Ferrarese. Sciopero nelle Zolfatare siciliane (N. 30).
21 febbraio - Conflitto tra i carabinieri e socialisti, a Castelfranco di
Sotto (Firenze) avendo voluto i socialisti penetrare a viva forza nei locali
di un circolo cattolico per devastarlo. Due feriti gravi (N. 45).
1° marzo - 24 ore di sciopero generale a Milano provocato dagli incidenti di
un comizio indetto dalla Lega proletaria fra mutilati ed invalidi di guerra:
17 feriti (N. 52).
10 marzo - Nuova agitazione dei ferrovieri (N. 61).
26 marzo - In un conflitto tra militari e contadini scioperanti a Barengo
(Novara) cadono uccisi un soldato e due contadini. Molti feriti (N. 71).
5 aprile - Sanguinoso conflitto a Decima di Persiceto (Bologna), causato
dallo sciopero agguato,tra carabinieri e scioperanti: 5 morti, numerosi
feriti (N. 8).
7 aprile - In seguito ai conflitti di Decima scoppiano scioperi di
solidarietà a Bologna, Pisa, Livorno, Modena, Genova, Firenze, Piacenza (N.
85).
15 aprile - Sciopero generale a Torino causato dalla volontà degli operai di
governarsi nelle fabbriche con le commissioni interne (N. 92).
19 aprile - A Raiano (Abruzzi) vengono uccisi il Commissario Regio e due
contadini durante un tumulto per l'aumento del canone sull'acqua (N. 95).
Sono sospesi tutti i treni diretti ai centri colpiti dagli scioperi (N. 98).
1° maggio - Il 1° maggio è turbato a Torino e a Pola da deplorevoli e
sanguinosi tumulti. A Torino in un comizio vengono lanciate due bombe contro
le Regie Guardie che reagiscono: un agente morto e uno moribondo. Due
cittadini morti e quaranta feriti. A Pola conflitto tra la forza pubblica e
i comizianti: due morti, parecchi feriti. A Mordano (Imola) un comizio di
popolari, tenuto in locale chiuso, viene assalito dai socialisti, 5 feriti,
tutti popolari. A Paola (Reggio Calabria) popolari e ferrovieri, iscritti al
Sindacato Ferrovieri, vengono a conflitto: 3 morti e molti feriti (N. 105).
4 maggio - Un morto e due feriti ad Imola in un conflitto avvenuto durante
l'inaugurazione della statua di Andrea Costa (N. 106).
La forza pubblica viene aggredita con bombe a Livorno: 1 morto e trenta
feriti nel conflitto. I ferrovieri impediscono, a Bologna, la partenza ai
carabinieri per Viareggio. Un morto in un conflitto tra gli operai del
Cotonificio Poma e la forza nel Biellese (N. 107).
24 maggio - A Roma un corteo di studenti nazionalisti che avevano
commemorato la guerra italiana è assalito in Via Nazionale dalle Guardie
Regie: 8 morti, 40 feriti. (N. 124).
A Palermo tafferugli per il 24 maggio; un agente ucciso (N. 125).
25 maggio - Conflitto tra leghisti bianchi e leghisti rossi a San Giorgio
(Legnano): 10 feriti.
8 giugno - Sciopero generale a Bari. Le leghe bianche nel Trevigiano
commettono soprusi, violenze, estorsioni.
9 giugno - Nitti si presenta dimissionario alla Camera dopo aver revocato il
decreto - legge (già firmato da S. M. il Re) sul pane. Sciopero generale a
Trento. Un morto e quattro feriti durante una dimostrazione (N. 139).
11 giugno - Treni fermati ad Alessandria per non lasciar partire 90
carabinieri (N. 141). Sciopero ferroviario nel compartimento di Milano.
Tumulti e violenze a Trieste. Molti feriti gravi (N. 141).
14 giugno - Treni con materiali militari in Albania sono fermati dai
ferrovieri ad Ancona che si rifiutano di farli proseguire (N. 143). Scioperi
parziali delle ferrovie secondarie in Alta Italia (N. 150).
23 giugno - Conflitti e tumulti a Milano provocati da comunisti e
sindacalisti.
Prolungato scontro in Via Dante a Milano morti e molti feriti. Sciopero
generale a Milano (N. 150-151).
28 giugno - Ammutinamento dei bersaglieri dell'11° Reggimento ad Ancona
(Caserma Villarey) che doveva partire per l'Albania. Elementi socialisti si
uniscono alla rivolta. Ancona per alcune ore viene occupata dai ribelli che
si impadroniscono dei forti. Nel conflitto tra rivoltosi e forza pubblica:
10 morti. Le altre unità militari non si uniscono alla rivolta e rimangono
obbedienti agli ordini dei superiori (N. 154).
29 giugno - Sanguinosi conflitti a Forlì e a Cesena. Assalto anarchico a
Pesaro contro una polveriera e una caserma subito respinto dai carabinieri
Tumulti nelle Marche e in Romagna (N. 156).

1920
(Secondo semestre).

30 giugno - A Porto Civitanova (Macerata) gruppi di rivoltosi tentano di
dare l'assalto alla caserma dei carabinieri che li respingono. Un morto. Lo
sciopero generale continua in Umbria. Grave conflitto a Brindisi: un morto e
sei feriti. Conflitto fra leghisti e mezzadri nel Ferrarese: due feriti (N.
157).
1° luglio - Sanguinoso conflitto a Gioia del Colle fra proprietari e
contadini: 4 morti, due moribondi, 7 feriti (N. 158)
2 luglio - E' diramato il seguente comunicato Stefani sui tumulti nella
provincia di Ancona: "Nei recenti moti di questa provincia si sono avuti a
deplorare complessivamente 24 morti, di cui 22 in Ancona, uno a Fabriano ed
uno a Jesi. Inoltre nel comune di Ancona vi sono stati 411 arrestati, dei
quali 356 rilasciati e 55 denunciati. Sono stati sequestrati un'ingente
quantità di armi, munizioni ed esplosivi, due camions due mitragliatrici e
della benzina. Nel comune di Chiaravalle vi sono stati 13 arrestati, dei
quali 8 rilasciati e 5 denunciati. L'esito delle perquisizioni è stato
negativo. "Nel comune di Osimo gli arrestati sono stati 35, dei quali
denunciati all'autorità giudiziaria solo 8. Sono state anche sequestrate
armi. "Nel comune di Jesi gli arrestati ammontano a 50, i rilasciati a 25, i
denunciati a 40, di cui 21 ancora latitanti. Sono state inoltre sequestrate
armi, 43 casse di munizioni per fucili, mitragliatrici, esplosivi di varia
qualità, 10 casse di benzina. "Infine nel comune di Fabriano vi sono stati
32 arrestati dei quali solo due denunciati". L'on. Quarantini è arrestato
per oltraggio ai carabinieri, però immediatamente rilasciato (N. 159).
5 luglio - Il vescovo di Cremona Mons. Gazzani, deplora i metodi estremisti
dell'on. Miglioli e delle organizzazioni bianche in una circolare mandata
alla Diocesi (N. 160).
14 luglio - Gravi tumulti di Trieste: due morti e 25 feriti: L'Albergo
Balkan è quasi completamente distrutto. Conflitto fra leghisti e carabinieri
a Oniano Pisano: un morto e due feriti (N. 170).
20 luglio - Gravi conflitti a Roma: i cittadini, indignati dalla tracotanza
dei tranvieri rossi, li malmenano. E' proclamato lo sciopero generale (N.
174). Un pacifico cittadino è barbaramente ucciso a bastonate dai socialisti
mentre gridava Viva l'Italia!
21 luglio - Alla notizia dello sciopero generale a Roma avvengono a Torino
tumulti di notevole gravità. Gli ufficiali sono aggrediti e percossi per le
strade. Sono lanciate due bombe. Alcuni feriti.
26 luglio - Conflitti tra leghisti e popolari. A Ospitale Modenese due morti
e alcuni feriti. Conflitto a Randazzo (Sicilia) tra contadini e forza
pubblica: 7 morti (N. 179).
2 agosto - Un morto ed un ferito in un conflitto provocato da un'aggressione
ai carabinieri a Millesimo (Savona) (N. 185).
9 agosto - Selvaggio conflitto nel Bolognese tra leghisti e guardiani di un
fondo (a Forcania presso Medicina). Quattro morti, alcuni feriti (N. 190).
Uno dei guardiani è barbaramente trucidato sotto gli occhi della moglie e
dei suoi bambini. Continuano le agitazioni agrarie nel Bolognese.
17 agosto - Ad Abbadia S. Salvatore, i socialisti assalgono una processione
religiosa: 4 morti in chiesa (N. 198).
23 agosto - Conflitto tra socialisti e carabinieri a Poggibonsi. Un morto e
tre feriti (N. 203).
30 agosto - Gli operai metallurgici milanesi, indisturbati, prendono
possesso delle officine per prevenire una serrata industriale (N. 209).
1° settembre - Altre officine vengono occupate a Milano e a Roma. La
minaccia a Napoli (N. 210). Gli stabilimenti di Torino vengono occupati
dalle maestranze (N. 211).
2 settembre - Sciopero generale politico in tutta la Venezia Giulia (N.
212).
8 settembre - Gli industriali pongono come condizione per la ripresa delle
trattative lo sgombero delle officine (N. 216).
Sanguinosa rivolta a Trieste durante il funerale del morto negli incidenti
del 2 settembre. Una Guardia Regia uccisa, carabinieri e borghesi feriti (N.
217).
Altri conflitti a Trieste. Un morto e 20 feriti (N. 218).
10 settembre - Continuano i conflitti a Trieste. Tre morti (N. 220).
13 settembre - Due morti a Torino durante l'aggressione di alcuni operai
contro l'ing. Debenedetti (N. 221).
14 settembre - Alcuni ufficiali sono assaliti dai socialisti a Voghera e
feriti. Gli stabilimenti tessili nel Biellese sono ancora occupati (N. 222).
16 settembre - I rappresentanti degli industriali e degli operai
metallurgici sono convocati a Torino dal Presidente del Consiglio, On.
Giolitti (N. 223).
18 settembre - Alcuni ufficiali vengono aggrediti e disarmati a Torino (N.
225).
22 settembre - Una serie di conflitti a Torino: tumulti durante il funerale
di un operaio. Una Guardia e due cittadini uccisi. La forza procede
all'assalto dello stabilimento Gilardini occupato dagli operai (N. 229).
23 settembre - I socialisti uccidono un carabiniere a Pola (N. 230). A
Venezia le maestranze socialiste si rifiutano di far viaggiare le truppe che
andavano sui piroscafi in soccorso dei Paesi del Veneto allagato. (N. 230).
29 settembre - Sciopero di due ore in tutta l'Italia. Incidenti e conflitti.
14 ottobre - Durante una manifestazione anarchico - socialista a Milano
tumulti e ferimenti. Un morto e vari feriti. Un morto e 9 feriti durante lo
sciopero di due ore degli addetti ai pubblici servizi in tutta Italia. 11
morti e 100 feriti durante una battaglia tra carabinieri e contadini a S.
Giovanni Rotondo (Foggia) (N. 248).
22 novembre - Gravissimi conflitti durante l'insediamento del nuovo
Consiglio comunale socialista a Bologna. Dalle finestre del Palazzo Comunale
vengono lanciate bombe sulla folla. Nell'aula la maggioranza socialista
spara sulla minoranza. Vengono nell'aula gravemente feriti l'avv. Giulio
Giordani che muore subito e l'avv. Collina. Negli incidenti che poi
scoppiano in vari punti della città 7 morti e 60 feriti (N. 280).
20 dicembre - Quattro morti e numerosi feriti a Ferrara in una criminosa
imboscata socialista (N. 305).
29 dicembre - Fiume è bloccata dal giorno 22. D'Annunzio cede i poteri al
Consiglio comunale (N. 311).

1921
(Primo semestre)

7 gennaio - Un camion con 20 fascisti, a Pola, è fatto segno ad un
attentato: due feriti (N. 7).
10 gennaio - Conflitto tra fascisti e socialisti a Bologna due feriti. Una
comitiva di socialisti s'imbatte a Rovigo, dopo la mezzanotte, mentre
cantava l'Internazionale, con un gruppo di fascisti: tre feriti (N. 8).
Agguato socialista ad Abramo Vercellese contro alcuni ex ufficiali che
volevano cancellare una lapide ingiuriosa apposta dai socialisti ad Abramo
Vercellese per i caduti in guerra qualificati vittime del capitalismo
borghese. Nel conflitto un moribondo e un morto (l'avv. Aldo Milano) (N. 9).
Uno stabilimento in costruzione a Biella, appartenente ad un gruppo di
capitalisti francesi, viene demolito per ordine degli azionisti francesi,
impauriti dall'occupazione delle fabbriche (Lo stabilimento appartiene alla
Soc. An. Italo - francese Textor con 50 mil. Di capitale) (N. 9). Il
disservizio postale preoccupa tutta la stampa: perfino l' "Avanti" scrive:
"I ritardi postali che si verificano in questi giorni sono veramente
spettacolosi. Ad essi è dovuto se molti comunicati e molte notizie non
possono essere pubblicate" (N. 9).
11 gennaio - Sciopero di becchini a Torino: i trasporti funebri sono
eseguiti dai parenti (N. 10).
13 gennaio - Il Sindaco di Ferrara Bongianchino, è arrestato insieme al
Segretario della Camera del Lavoro Zirardini con mandato di cattura che
accenna a complicità in omicidio in occasione dei fatti di Ferrara (N. 13).
17 gennaio - Movimentata dimostrazione fascista a Bologna contro l'onorevole
Zanardi (N. 14). Conflitto fra fascisti e socialisti ad Albate (Como): un
morto ed un ferito (N. 14).
Violenta dimostrazione a Bologna contro l'onorevole Bucco che fugge dalla
città (N. 15).
18 gennaio - Avendo l'amministrazione socialista di Ponticelli (Napoli)
fatto togliere i crocifissi nelle aule delle scuole e i ritratti dei Sovrani
nel Municipio, la popolazione indignata dà l'assalto alla Casa comunale (N.
16).
20 gennaio - Si dà la notizia che 48 socialisti ricercati dalla polizia sono
riparati a San Marino. Gravissimo conflitto a Castellammare di Stabia
provocato da quella Amministrazione comunale socialista che aveva deciso di
cambiare i nomi delle strade. La popolazione indignata dà l'assalto al
Municipio, dal quale vengono gettate alcune bombe: 8 morti e 15 feriti.
Sciopero generale (N 18).
21 gennaio - Dimostrazioni di impiegati in tutti i Ministeri. Essi chiedono
aumenti e miglioramenti economici (N. 19).
24 gennaio - Violenta battaglia a Modena durante i funerali dello studente
fascista Ruini ucciso in un conflitto precedente: due morti, 15 feriti.
Sciopero generale. Battaglia a Perugia fra fascisti e comunisti: 8 feriti.
Conflitto a Vignole Barbera (Nuovi Ligure): un morto e tre feriti (N. 21).
25 gennaio - Il Governo ordina il disarmo di tutti i cittadini nelle
province di Bologna, Modena e Ferrara. Sciopero generale a Bologna (N. 22).
27 gennaio - Fascisti aggrediti dai socialisti a Cecina: 10 feriti. Il
Sindaco e due assessori arrestati. Sciopero generale a Firenze (N. 23).
Conflitti a Firenze durante lo sciopero generale una dozzina di feriti, fra
cui alcuni gravi. Socialisti dimostranti devastano la sede del Fascio di
Arezzo. Sciopero di 24 ore dei postelegrafonici a Roma. I ferrovieri di Roma
non fanno partire e deviano i treni per Firenze (N. 24).
31 gennaio - La Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Bologna
termina i suoi lavori, presentando alla Camera due relazioni, una di
maggioranza, una di minoranza (N. 27). Undici feriti nei conflitti fra
fascisti e comunisti nel Cremasco. (N. 27).
8 febbraio - A Monte San Giusto (Macerata) alcuni socialisti aggrediscono
brutalmente un certo Ciai accusato di simpatizzare con i fascisti. Costretto
a difendersi, l'aggredito spara: due morti e due feriti (N. 30). Serrata
generale nel Ferrarese contro il disarmo (N. 31). Due morti a Busetto in
un'aggressione di comunisti contro fascisti e agrari (N. 33).
9 febbraio - Tumulti a Trieste per l'uccisione di un carabiniere. Arresti in
massa. Conflitto a Fiume tra ubriachi che inneggiavano a Zanella e
carabinieri. Un morto e due feriti (N. 35).
10 febbraio - Risultati dell'inchiesta del "Corriere della Sera"sui furti in
ferrovia a Milano: furti per 8 milioni, 117 vagoni spiombati in un giorno
(N. 36).
11 febbraio - Disordini e violenze nel cantiere di Monfalcone: un morto e
cinque feriti (N. 37).
21 febbraio - Un morto e vari feriti a Tara in un conflitto tra legionari
fiumani aggregati al 74° fanteria e alcuni socialisti (N. 45).
22 febbraio - Un morto e due feriti a Spinazzola (Bari) in un conflitto tra
fascisti e comunisti (N. 46).
24 febbraio - Sciopero generale a Bari: un morto in un conflitto, 4 fascisti
assassinati a Minervino Murge (N. 48).
28 febbraio - Conflitto tra fascisti e socialisti a Firenze. Scoppia una
bomba contro un corteo patriottico, 3 morti e 28 feriti. Sciopero
ferroviario (N. 50).
29 febbraio - Altra giornata di tumulti sanguinosi a Firenze: 2 morti e 22
feriti. Un fascista è ucciso in un'imboscata a Trieste. La Camera del
Lavoro, per rappresaglia, è incendiata. 4 morti nei conflitti di Cerignola
(N. 51). Sciopero ferroviario a Pisa, Lucca e Livorno (N. 51).
1° marzo - Il cantiere di San. Marco a Trieste è incendiato dai comunisti.
Continuano i conflitti tra comunisti e fascisti (N. 52)
2 marzo - Un camion con carabinieri e marinai che andava da Livorno a
Firenze è barbaramente assalito ad Empoli da una folla di comunisti. Quattro
militi uccisi, 1 moribondo, 7 feriti tutti marinai (N. 53). La folla dei
sovversivi fa orribile scempio dei cadaveri.
4 marzo - Alcuni fascisti vengono aggrediti a Fucecchio (Firenze): un morto
e due feriti (N. 55). Una folla di comunisti dà l'assalto alla villa del
marchese Serlupi a San Casciano (Pisa): un morto e tre feriti (N. 55).
7 marzo - Un corteo patriottico è assalito dai comunisti a Casale
Monferrato: 4 morti e 15 feriti(N. 57) tutti fascisti, tra essi 2 vecchi
tamburini piemontesi uccisi e l'On. De Vecchi gravemente ferito.
14 marzo - Un possidente viene proditoriamente ucciso nel Ferrarese da
leghisti (Alberto Tognolo). Tre studenti fascisti feriti a Livorno in
un'aggressione socialista (N. 63).
20 marzo - Un conflitto tra fascisti ed anarchici a Milano: due morti e
diversi feriti (N. 68).
21 marzo - Conflitti con morti e feriti nel Ferrarese (N. 69).
Conflitto a Milano: un morto (N. 69).
22 marzo - Un morto e un ferito nel Cremonese in un conflitto tra agrari e
socialisti (N. 70).
25 marzo - Orrenda strage al Teatro "Diana" a Milano: 23 morti, tra cui
molte donne e bambini, e un centinaio di feriti. La bomba fu gettata dai
sovversivi. Molti dei feriti rimangono orribilmente mutilati.
26 marzo - Quattro attentati dinamitardi:
Uno sulla linea Genova - Ovada.
Uno sulla Vicenza - Thiene.
Uno alle carceri di Schio.
Uno sulla linea Borgo San Donnino - Castelguelfo (N. 73).
27 marzo - Due carabinieri sono assassinati dai socialisti a Carmignano
(Firenze) (N. 76).
28 marzo - Un tenente è assassinato dai comunisti a Portomaggiore (Ferrara).
Tumultuosa giornata ad Alessandria; due morti (socialisti) (N. 75).
4 aprile - Nei tumulti di Pescara 10 feriti. 20 feriti a Cavarzere in uno
scontro tra anarchici e fascisti (N. 81).
5 aprile - Un morto e 5 feriti nell'alto Modenese in un conflitto tra
popolari e socialisti (N. 82).
8 aprile - Un morto e 15 feriti a Venezia in un conflitto tra fascisti e
socialisti (N. 85).
11 aprile - Due morti e numerosi feriti presso Siracusa in un conflitto tra
fascisti e socialisti (N. 86).
13 aprile - Un conflitto con un morto a Pisa (N. 89).
14 aprile - Battaglia tra socialisti e fascisti a Livorno: due morti e dieci
feriti (N. 90).
18 aprile - Imboscata di contadini presso Arezzo a Foiano della Chiana
contro una squadra di 22 fascisti: 4 morti, vari feriti. Due morti a Borgo
S. Sepolcro. Il vecchio padre di un fascista è ucciso spietatamente a Città
della Pieve (N. 93).
19 aprile - Una battaglia per le vie di Parma: due morti. Altri 4 morti in
Toscana per i fatti di Foiano. (N. 94).
20 aprile - Parecchi morti tra cui tre fascisti in un conflitto ad Ortanova
(Bari) (N. 95).
25 aprile - Una zuffa tra fascisti e tedeschi a Bolzano: un morto e molti
feriti. Un mutilato assassinato a Torino da un comunista (N. 99).
26 aprile - Violenta mischia alla Camera del Lavoro di Torino. Un altro
fascista (Amos Maranotti) viene ucciso. 4 morti e 100 feriti a Caltanissetta
durante i funerali di uno studente (N. 99).
27 aprile - Un morto e due feriti a Venezia (N. 100).
1° maggio - Il bilancio della "festa" del lavoro: Un fascista
misteriosamente ucciso a Trieste. Due morti e un ferito a Cavriago (Reggio
Emilia). Un morto e 2 feriti a Ravenna. 4 fascisti e 5 socialisti feriti a
Rieti. 4 feriti nel Bellunese. 5 feriti in un conflitto a Muggia (N. 104).
3 maggio - Gravi conflitti a Pietrasanta, a Borgo, a Buggiano, a Pontedera e
a Pisa. Sciopero generale a Magenta (N. 106).
7 maggio - Agitazione degli impiegati statali a Roma (N. 109). 4 morti e un
ferito, tutti fascisti, a Cittadella in un conflitto tra fascisti e
carabinieri. Un fascista mortalmente ferito nel Lucchese (N. 109).
9 maggio - Sette morti e 17 feriti a Castelvetrano (Potenza). Uno studente
ucciso a Taranto dai comunisti. Un operaio ucciso e vari feriti ad Ascoli.
13 maggio - Un morto e tre feriti in un conflitto tra fascisti e socialisti
a Torino. Un morto a Corato (N. 115).
16 maggio - Due morti e vari feriti a Fagnano Olona. Agguati di slavi in
Istria: vari morti e molti feriti. Due morti e dieci feriti in un furioso
conflitto nel Mantovano. Due fascisti proditoriamente uccisi a Castelnuovo
Scrivia. Un fascista, Riccardo Caloria, viene ferito, strangolato e lapidato
a Borgo Vercelli. Conflitti in ogni parte d'Italia in occasione delle
elezioni generali.
4 feriti ad Alessandria. Sanguinosi conflitti nei paesi vesuviani: due morti
e molti feriti gravi. Morti e feriti in Puglia, a Noci e a Cerignola. Un
fascista è ucciso da un comunista a Pisa. Un carabiniere ucciso a Treviso.
Un agente pugnalato durante un comizio socialista a Sondrio. Un morto e due
feriti nel Veronese. In Puglia, nei conflitti della domenica, vi sono stati
una decina di morti e 60 feriti. Altri due fascisti uccisi in Sicilia (N.
116).
17 maggio - Due morti e alcuni feriti negli incidenti della Toscana. Un
morto e vari feriti nel Vicentino. Un agente ucciso a Spezia. Un morto a
Dolo. Un fascista morto nel Piacentino. Guardia Regia disarmata e uccisa
dopo una dimostrazione comunista a Milano (N. 118).
18 maggio - 5 morti a Spezia nei conflitti del 17. Muore un fascista ferito
nei fatti di Fagnano (Gallarate). Venti carabinieri, sorpresi in un agguato
nelle vicinanze di Orvieto, lasciano 1 morto e 5 feriti (N. 119).
19 maggio - Civitavecchia, divenuto covo di sovversivi, è occupata
militarmente dopo un conflitto con morti e feriti (N. 120).
20 maggio - Tre morti e vari feriti in un conflitto a Chiusi (N. 121).
23 maggio - Due fascisti uccisi e tre feriti presso Lucca con macigni
rotolati da un monte (N. 122).
30 maggio - 4 morti in un conflitto a Modica tra fascisti e socialisti. (N.
128).
Due giovanetti fascisti uccisi in un brutale assalto di comunisti a
Vercelli. Altri due fascisti uccisi in Toscana (N. 129).
31 maggio - Gli impiegati dello Stato decidono lo sciopero bianco e
l'ostruzionismo (N. 130).
2 giugno - Prevale la tendenza sindacale nel congresso dei magistrati a
Firenze (N. 131).
3 giugno - Il Consiglio dei Ministri approva il regolamento sulla
nominatività dei titoli. Un fascista è trucidato e tagliato a pezzi in un
circolo comunista a Firenze (N. 132).
7 giugno - A Lerma (Nuovi Ligure) grave conflitto tra popolani e socialisti
avendo questi sfregiato il tricolore: un morto ed un ferito (N. 136).
11 giugno - Un morto e due feriti a Milano in un conflitto tra fascisti e
socialisti. Tre morti e feriti in ripetuti scontri tra comunisti e fascisti
nell'Aretino (N. 139).
13 giugno - Un morto in una battaglia tra socialisti e fascisti a
Portovenere (N. 140).
14 giugno - Un conflitto tra fascisti e comunisti a Venezia; i ferrovieri
dichiarano lo sciopero: due morti alcuni feriti.
Un morto in un conflitto a Sarzana. Un morto e vari feriti in Puglia
(Minervino) (N. 141).
15 giugno - Un altro morto a Venezia. Un fascista è ucciso e altri fascisti
vengono feriti in un'aggressione socialista nel Cremonese (N. 142).
17 giugno - Nuovi disordini a Venezia dopo i funerali delle vittime del 14.
Un morto e 10 feriti. Un morto ed alcuni feriti in Umbria (N. 145).
20 giugno - Un fascista morto e tre feriti a San Benedetto Po. (N. 146).
21 giugno - Un fascista ucciso ed un ferito in un agguato presso Mantova (N.
148).
23 giugno - Un altro morto a Sermide (Mantova) (N. 149).
27 giugno - Cinquanta feriti ad Altavilla Irpina (Avellino) in uno scontro
tra combattenti e socialisti. A Santa Maria Maddalena (Ferrara) un morto ed
un ferito durante una discussione tra fascisti e socialisti sul caroviveri
(N. 153).
29 giugno - Un fascista è ucciso a tradimento da tre fratelli comunisti a
Firenze. Un fascista è ucciso a Grosseto (N. 155).

1921
(Secondo semestre)

1° luglio - Due morti e 14 feriti in un'altra giornata di tumulti a Grosseto
(N. 156).
2 luglio - Muoiono tre dei feriti a Grosseto. Un morto e un ferito in un
conflitto a Rignano (Firenze) tra fascisti e comunisti (N. 157)
4 luglio - Scambi di revolverate a Ischitella (Foggia) (N. 158). Battaglia a
Sestri Ponente tra fascisti, comunisti e forza pubblica (N. 159).
6 luglio - Sciopero di due ore a Roma per celebrare la fusione della Camera
Sindacale del Lavoro con la Camera Confederale del Lavoro (N. 161).
11 luglio - Un alpino, l'allievo sottufficiale Aldo Campiglio di 19 anni, è
ucciso a Torino in un'imboscata dai comunisti (N. 164). Un ex capitano
ucciso da un anarchico ad Imola. Nelle rappresaglie fasciste 6 feriti (N.
164).
12 luglio - Un altro feroce delitto comunista a Torino. Lo studente
fascista, Dario Tini, è ucciso da un comunista (N. 165). Battaglia fra
socialisti e fascisti a Viterbo: un morto e vari feriti (N. 165).
13 luglio - Un'automobile che passava per Viterbo è scambiata dagli arditi
del popolo per un'automobile fascista. C'era invece una famiglia inglese.
Fatti segno di fucilate, uno dei passeggeri è ucciso, quattro sono feriti
(N. 166). Continuano i conflitti a Viterbo tra i fascisti e gli arditi del
popolo.
14 luglio - Sei feriti in un conflitto nel Mantovano (N. 167).
18 luglio - 5 morti e una ventina di feriti in furibondi scontri nel
Carrarese tra fascisti e comunisti. Un morto e una decina di feriti in
Istria (N. 171).
19 luglio - Giornata di conflitti a Livorno. Una trentina di feriti, 3
moribondi. Altro morto a Bologna in un conflitto tra fascisti e carabinieri.
22 luglio - Sanguinoso scontro a Sarzana seguito da selvagge aggressioni
comuniste. Una quindicina di morti e una cinquantina di feriti (N. 174).
23 luglio - Conflitto presso Imola. Un morto e due feriti (N. 175).
25 luglio - Un fascista ucciso nel Grossetano in uno scontro (N. 176). Un
contadino ucciso e due feriti nel Senese. Fascista ucciso dagli arditi del
popolo a Bassano (N. 177).
4 agosto - Giornata di sciopero a Crema. Un morto e un ferito a Firenze in
un conflitto tra fascisti e socialisti (N. 186).
8 agosto - Un morto e feriti a Trino Vercellese (N. 189).
9 agosto - Il Fascio di Trieste è incendiato. Numerosi feriti in conflitto
tra fascisti e la forza pubblica (N. 190).
10 agosto - Un fascista è ucciso a tradimento a Piacenza (N. 191).
11 agosto - Due fascisti uccisi e numerosi feriti in una battaglia di
fascisti con comunisti a Lugo (N. 192).
12 agosto - Un morto e numerosi feriti a Suzzara (Mantova) (N. 193).
15 agosto - Un altro conflitto presso Bologna: un morto e un ferito.(N.
195).
18 agosto - Il capo degli arditi del popolo ucciso in uno scontro coi
carabinieri a Gavorrano (Grosseto) (N. 198).
22 agosto - Fascisti aggrediti nel Mantovano. Un morto e alcuni feriti (N.
201).
Un fascista ucciso presso Rovigo in un agguato comunista (N. 202).
29 agosto - Fascista ucciso a tradimento a S. Giovanni in Persiceto.
Carabinieri assaliti da arditi del popolo a Montebello Vicentino. Un milite
ucciso a colpi di mazza (N. 206).
31 agosto - Incomincia lo sciopero degli operai tessili (N. 209).
6 settembre - Fascista ucciso da arditi del popolo a Bologna. Un fascista
ucciso ed uno ferito in un conflitto presso Cremona. Una decina di feriti
negli scontri del Pisano (N. 213).
19 settembre - Due morti a San Benedetto (Pisa) in un conflitto tra arditi
del popolo e fascisti (N. 224).
22 settembre - Il sotto-prefetto di Fermo accoltellato da un anarcoide (N.
228).
27 settembre - Sciopero generale in Puglia. Sanguinoso conflitto tra
fascisti e Guardie Regie a Modena: 8 morti e 25 feriti. Tra i feriti l'on.
Vicini deputato fascista per Modena (N. 231). Due morti in un conflitto ad
Orta Nova (Foggia).
3 ottobre - Un conflitto a Brescia per difendere il tricolore: un morto e 6
feriti. Un fascista ucciso a coltellate a Carpi (Modena). Carabinieri
assaliti da arditi del popolo a Stia (Casentino). Un morto e un ferito tra i
sovversivi (N. 237).
4 ottobre - Tumulti a Trieste: un morto e vari feriti. Sciopero generale (N.
238).
17 ottobre - Due morti e 6 feriti presso Empoli in uno scontro tra fascisti
e comunisti (N. 248).
18 ottobre - Un morto, un moribondo, vari feriti in uno scontro nel
Cremonese. Un morto due feriti nel Modenese. Un fascista ucciso con due
coltellate a Bologna. Un giovane fascista ucciso presso Empoli. Un morto e
due feriti nel Padovano (N. 249).
31 ottobre - Due morti e 4 feriti in un conflitto presso Sarzana tra
fascisti e arditi del popolo (N. 261).
4 novembre - Un carabiniere ucciso e uno ferito in una aggressione notturna
di sovversivi a Massa (N. 265).
8 novembre - Un morto e due feriti nel Cremonese in uno scontro tra fascisti
e socialisti (N. 268).
10 novembre - Giornata di sciopero e di torbidi a Roma. Conflitti con due
morti e 150 feriti (N. 270).
16 novembre - Un fascista ucciso a Stradella (Pavia).
24 novembre - Luttuosi incidenti a Trieste. Un morto e un ferito (N. 282).
25 novembre - Altri incidenti a Trieste. Lancio di bombe e di petardi (N.
283).
29 novembre - Un maresciallo dei carabinieri è ucciso a Udine mentre
perquisiva dei comunisti (N. 285).
12 dicembre - Sanguinoso conflitto a Rosate (Milano). Un morto e tre feriti
(N. 296).
13 dicembre - Sciopero generale a Cremona (N. 297).
27 dicembre - Un morto e 12 feriti nei conflitti tra fascisti e socialisti
nel Mantovano (N. 310).
28 dicembre - Un morto e due feriti tra comunisti che si scambiano
rivoltellate per equivoco a Ponte San Giovanni (Perugia) (N. 311).

1922
(Primo semestre)

1° gennaio - L'anno nuovo incomincia nella provincia di Mantova con un nuovo
episodio di violenza. Il Segretario politico del Fascio di Acquanegra sul
Chiese, Oreste Ferrari, viene aggredito da una massa feroce di comunisti. E'
ferito gravemente e ferisce per difendersi un comunista. A Lugo un fascista,
Lorenzo Falzani, è aggredito e ucciso da alcuni comunisti. A Sedriano una
perquisizione d'armi provoca un conflitto tra carabinieri e comunisti. Una
donna è uccisa e un operaio è ferito. Sciopero di protesta (N. 1).
2 gennaio - Gravi disordini a Massalombarda. Due fascisti e una ragazza
feriti in un agguato comunista. A Scansano (Grosseto) conflitto tra fascisti
e comunisti. Un morto. A Pieve di Cento un fascista viene gravemente ferito.
Un morto ed alcuni feriti a Sant'Antonio di Susa (Torino) in seguito a
ribellione di alcuni malviventi ai carabinieri che dovevano procedere
all'arresto di un omicida (N. 2).
5 gennaio - Sono sparate alcune rivoltellate contro il treno di lusso
Milano - Torino. E' ferito l'ex deputato Compans di Brichanteau (N. 5).
9 gennaio - A Bergiola (Carrara) violenta battaglia tra fascisti e
comunisti: 3 morti e 6 feriti (N. 7). A Cotrebbio di Calendasco (Piacenza)
tragica rissa in una osteria. Un simpatizzante fascista è ucciso dai
comunisti. A Tegovia presso Sociville (Siena) una quarantina di comunisti
aggrediscono in un agguato 4 fascisti che tornavano a casa. I fascisti sono
feriti gravemente (N. 8).
12 gennaio - Conflitto tra fascisti e sovversivi a Cecina (Pisa) mentre
questi sobillavano un gruppo di reclute. Quindici feriti e 4 arresti (N.
10).
17 gennaio - Muore a Prato il tenente fascista Federico Guglielmo Florio
assassinato da un anarchico (N. 14).
19 gennaio - Muore a Parma il fascista Pio Costa gravemente ferito in una
imboscata comunista (N. 17).
23 gennaio - Alcuni fascisti feriti in un conflitto con i carabinieri a
Formignana (Ferrara) (N. 20). Boicottaggio degli scaricatori del porto delle
navi ancorate nel porto di Genova (N. 20).
24 gennaio - Sciopero generale di protesta nelle Puglie contro le
"intollerabili violenze" dei fascisti (N. 21).
26 gennaio - Scoppia una bomba a Casciana (Lunigiana) contro una casa: un
morto.
31 gennaio - 6 feriti in uno scontro tra fascisti e comunisti a Caldana
(Grosseto) (N. 25).
14 febbraio - Cinque fascisti feriti a Trieste. Due fascisti feriti nel
Sarzanese in battaglia con i comunisti.
16 febbraio - Un fascista è ucciso proditoriamente da un assessore
socialista ad Aquadello. Due feriti in una zuffa presso Spezia tra fascisti
e arditi del popolo (N. 41).
20 febbraio - A Migliorina di Carpi (Modena) un fascista è ridotto in fin di
vita da comunisti. Sciopero di protesta (!!). Grave conflitto a San Martino
Siccomario (Pavia) (N. 44).
27 febbraio - Cinque feriti in una rissa tra fascisti e comunisti a Piano
del Voglio (Bologna). A Pola un giovane fascista, Martino Oravich, è ucciso
a colpi di pietra dai comunisti. A Colonnata (Carrara) un socialista è
ucciso di notte da sconosciuti (N. 50).
6 marzo - Fascista mortalmente ferito da comunisti a Bibbiena.
7 marzo - A Scandiano, il sindaco socialista spara contro alcuni fascisti. A
San Martino Secchia in un conflitto tra fascisti e socialisti è ucciso il
fascista Pio Lanfrognini. Sciopero generale di ventiquattro ore a Genova (N.
56).
13 marzo - A Pieve Ottoville (Parma) battaglia tra comunisti e fascisti: 2
morti e 6 feriti gravi. A Coenza (Parma) altra battaglia: un morto e 2
feriti (N. 62). Ad Albareto (Modena) battaglia tra fascisti e comunisti: un
morto e alcuni feriti. A Pulanello (Reggio Emilia) conflitto tra fascisti e
comunisti. Un morto (N. 62).
27 marzo - Per il terzo anniversario della fondazione dei Fasci convengono a
Milano dalla provincia migliaia di fascisti. In una improvvisa e violenta
zuffa fra comunisti e fascisti in via Poliziano è ucciso un fochista
ferroviario (N. 73).
29 marzo - Lo studente fascista, Valter Branchi, di anni 16, è ucciso a
Parma dai sovversivi dopo un corteo fascista. A Livorno scoppia una bomba
lanciata da una casa sopra un gruppo di componenti della Società Sportiva
"Pro Livorno": 6 feriti (N. 76).
3 aprile - Il Municipio di San Calogero (Catanzaro) è assalito da contadini
per protestare contro l'applicazione della tassa focatico: 4 carabinieri, 8
contadini feriti (N. 80).
10 aprile - Presso Grosseto è stato rinvenuto cadavere il fascista Giovanni
Migliorini di 19 anni (N. 86).
12 aprile - Aggressioni comuniste contro fascisti a Ricengo e a Gallignano
(Crema): alcuni feriti (N. 88).
17 aprile - A Cogozzo di Viadana (Mantova) fascisti e comunisti vengono a
battaglia. Un morto e alcuni feriti (N. 92). A Vasorezzo (Milano) un operaio
è ucciso in un conflitto con i carabinieri (N. 92).
19 aprile - Un morto e quattro feriti a Trieste in un agguato comunista
contro i fascisti. Un morto e due feriti a Montaione (Firenze) in una
battaglia tra comunisti e socialisti. A Comate (Voghera) battaglia tra
comunisti e fascisti: un morto (N. 94).
21 aprile - Scoppia una bomba in un caffè a Bologna: 6 feriti di cui uno
grave (N. 96).
24 aprile - Alcuni fascisti sono aggrediti a Trieste da comunisti sloveni
dopo una festa da ballo. Un morto e tre feriti. Ad Abbadia di Montepulciano
(Siena) un morto, un moribondo e due feriti in una battaglia tra fascisti e
comunisti. Incidenti a Siena e a Firenze (N. 98).
25 aprile - Muore a Milano lo studente fascista Ugo Pepe, ferito il 20 da
alcuni arditi del popolo, durante un'aggressione (N. 98).
27 aprile - Undici nazionalisti e due passanti feriti a Ravenna in uno
scontro con i repubblicani.
1° maggio - Il bilancio della "Festa del Lavoro":
Un morto e tre feriti a Bologna. Un morto, un moribondo e cinque feriti ad
Aniliano (Savona). Un morto e tre feriti a Romagnano Sesia. Due morti e un
moribondo a Megliadino San Vitale (Padova). Un morto e un ferito a Brindisi.
16 feriti a Salerno. Tre fascisti feriti a Bologna. Un morto e parecchi
feriti a Rivabella (Bologna). Tre feriti ad Imola. Un fascista ucciso a
Toriano (Parma). Un fascista ucciso a Chiaravalle Milanese (Milano). Il 1°
maggio ha funzionato il servizio ferroviario ridotto (N. 104).
2 maggio - Un morto e 7 feriti nel Cremonese nei conflitti tra fascisti e
comunisti. Muore uno dei feriti a Rivabella (N. 105).
3 maggio - A Gonzaga (Mantova) tre feriti in una zuffa di fascisti con
socialisti (N. 106).
8 maggio - A Tabiano (Reggio Emilia) un morto e un moribondo durante un
violento scontro di fascisti e comunisti. A Trisenne (Vercelli) un fascista
ferito a morte e depredato dai comunisti. Giornata di incidenti nel
Cremonese: una trentina di feriti (N. 110).
10 maggio - Conflitto a Borghetto Lodigiano tra fascisti e comunisti: un
morto e tre feriti (N. 111).
15 maggio - Il meccanico Luigi Mantelli, simpatizzante fascista, è ucciso a
Firenze da sconosciuti. Un fascista è aggredito e derubato a Mantova (Amedeo
Moroni). Incidenti clamorosi al Consiglio provinciale di Cremona dove l'on.
Farinacci della tribuna del pubblico esorta il Consiglio socialista a
dimettersi. Tre attentati terroristici con bombe a Sarzana.
17 maggio - Scontro tra arditi del popolo e fascisti a Brescia. Attentato
contro il caffè "Roma" di Trieste. La bomba non esplode (N. 118).
22 maggio - Un nuovo sciopero agricolo nel Bresciano. Scontri tra lavoratori
fascisti e contadini scioperanti: un morto e 5 feriti. Tre morti nel
Grossetano, di cui due fascisti uccisi a tradimento da ignoti mentre
andavano su di un biroccino.
24 maggio - Nel quartiere di San Lorenzo a Roma gli arditi del popolo
assaltano a fucilate e bombe a mano il feretro dell'eroe romano Enrico Toti:
ne segue una zuffa violenta con le squadre fasciste e nazionaliste che
scortano la salma. Tre morti e cinquanta feriti. L'Alleanza del lavoro
proclama lo sciopero generale che dà luogo ad altri gravi e sanguinosi
incidenti.
26 maggio - Tumulto durante i funerali di un ferroviere a Livorno. I
ferrovieri minacciano lo sciopero nel compartimento. Un fascista è
gravemente ferito a Borzoli (Genova) in una zuffa con comunisti. Sanguinoso
scontro nel Bolognese (a Calderara) fra fascisti e forza pubblica. Un ferito
grave a Trieste (N. 125).
30 maggio - Un fascista ucciso e due feriti a Calvatore Cremonese da un
comunista.
31 maggio - E' diramato il seguente comunicato Stefani: "Il presidente del
Consiglio, on. Facta in vista dei deplorevoli incidenti di Bologna, ha dato
le più energiche disposizioni onde sia in ogni modo impedito il
concentramento e lo sconfinamento da provincia a provincia di "bande
fasciste". In pari tempo sono stati impartiti ordini al Prefetto di Bologna
perché gli autori dei vandalismi contro le linee telegrafiche e telefoniche
siano arrestati e deferiti all'autorità giudiziaria". Il comunicato riguarda
i concentramenti fascisti che si stavano facendo in Romagna e nel Ferrarese
nella seconda metà di maggio 1922. Bologna viene divisa in zone affidate
all'autorità militare (N. 130). La repressione governativa contro i fascisti
è determinata da motivi d'ordine parlamentare, declinandosi già il tentativo
collaborazionista.
2 giugno - I dinamitardi del "Diana" vengono tutti condannati dai giurati di
Milano. Dura lo sciopero dei metallurgici (N.131).
Una lettera dell'on. Mussolini fa sospendere l'agitazione fascista nel
Bolognese. Feriti e contusi in una mischia in un bar a Chioggia. Tafferugli
per le vie di Livorno. Scoppia una bomba a Sarzana.
5 giugno - Volta Mantovana è sgombrata dai fascisti (N. 139).
12 giugno - Conflitto a Piombino fra fascisti e comunisti: un morto e vari
feriti. Battaglia a Gomenna tra fascisti con comunisti: un morto; due feriti
(N. 139).
Un fascista, Antonio Macerati, è trovato cadavere nei fossi della riva
destra del Po a Piacenza. L'incendio doloso di Cascina a Gottolengo provoca
un conflitto fra fascisti e comunisti. Un morto e due feriti a Serravalle
Scrivia (N. 140).
13 giugno - A Vignole è ucciso il Segretario del Fascio di Pizzocomo, Ercole
Luchetti (N. 141).
16 giugno - In un'imboscata di sovversivi a Trieste vengono feriti 6
fascisti (N. 144). Il Governo interviene nello sciopero metallurgico per
mezzo del ministro del Lavoro onorevole Dello Sbarba. A Cremona in una rissa
tra fascisti e comunisti un morto (N. 146).
21 giugno - Giornata di sciopero ad Ancona in seguito ai conflitti del 20
fra fascisti e comunisti (N. 148).
26 giugno - In un'aggressione di comunisti contro un pattuglia di
carabinieri cadono morti un milite ed un sovversivo (N. 152).

1922
(Secondo semestre)

2 luglio - Un fascista viene dai comunisti mortalmente ferito e poi muore ad
Andria (Bari) (N. 157).
5 luglio - Dimostrazioni di pensionanti contro Giolitti a Torino. Lo
sciopero generale che si era voluto inscenare dai comunisti a Roma non
riesce (N. 159).
10 luglio - Un fascista viene ucciso a Casalino (Novara) da alcuni comunisti
che passavano per la strada. Causa dell'uccisione: un fazzoletto tricolore
che il giovanetto portava al taschino. Un morto a Piombino in un conflitto
tra anarchici e fascisti (N. 164). 4 morti e vari feriti in un conflitto a
Lentini (Siracusa) tra socialisti e carabinieri.
14 luglio - Mobilitazione fascista a Cremona (N. 167). A Castenaso (Bologna)
un contadino viene ucciso da sconosciuti e suo figlio gravemente ferito (N.
168).
15 luglio - Il tentativo contro la cosiddetta "Casa paterna" di Miglioli a
Cremona provoca una grossa speculazione parlamentare antifascista e le
dimissioni del primo gabinetto Facta. Un fascista è ucciso a Mantova da
comunisti (N. 169). A Milano il fascista Bernini è ucciso da comunisti (N.
169).
17 luglio - Sciopero generale nel Novarese. Un fascista e due contadini
uccisi, vari feriti in un conflitto. Sciopero generale nelle Marche (N.
170).
18 luglio - Nello sciopero delle Marche, un morto non identificato e vari
feriti nei conflitti di San Severino. Lo sciopero di Novara si estende a
Biella e a Pavia (N. 171).
21 luglio - In un'imboscata comunista un fascista morto e 5 fascisti feriti
(N. 173).
25 luglio - Il Segretario del Fascio di Mombello Monferrato, Biquelli
Ardengo, ucciso dai comunisti.
26 luglio - Nei conflitti di Ravenna tra fascisti e socialisti, fascisti e
repubblicani e forza pubblica, un fascista ucciso, altri 6 morti non
identificati e una trentina di feriti (N. 178).
27 luglio - I prefetti di Forlì e di Ravenna ricevono l'ordine di
allontanare dalle loro province gli elementi forestieri (N. 179).
29 luglio - Nuovi disordini a Ravenna. Quattro fascisti vengono assaliti da
comunisti e gravemente feriti. Il totale dei morti sale a 11.
31 luglio - Lo sciopero "legalitario". L'Alleanza del Lavoro proclama lo
sciopero generale nazionale per il 1° agosto in sostegno del tentativo
collaborazionista. Il sindaco socialista di Borgo Panigale pugnala un
fascista (N. 182). Turati sale alla Regia per acciuffare il potere sotto la
spinta del ricatto sovversivo in piazza.
2 agosto - Lo sciopero generale in tutta Italia si può considerare un
insuccesso. Numerosi gruppi di lavoratori protetti dai fascisti hanno potuto
lavorare (N. 183). Un fascista ucciso a Bari. Un fascista ucciso in un
agguato ad Imola (N. 184).
4 agosto - La sede del Comune di Milano occupata dai fascisti (N. 185).
Conflitti, attentati, rappresaglie. Un morto non identificato e 14 feriti a
Genova in una zuffa fra fascisti e comunisti.
5 agosto - Giornata di conflitti a Milano. I fascisti cedono il Palazzo del
Comune a un Commissario prefettizio. Quattro morti a Parma non identificati.
Nelle giornate di Livorno 6 morti e 23 feriti di cui 2 fascisti morti e 10
feriti. Due morti e un moribondo a Pontelongo (Padova) (N. 186). Conflitti a
Genova. I poteri vengono assunti dall'autorità militare. Un fascista e un
comunista vengono uccisi. C'è un altro morto non identificato (n. 187).
6 agosto - 25 feriti fascisti, in un'imboscata presso Trieste, dai comunisti
(N. 187). Un fascista è ucciso a Binasco (Milano) da socialisti. L'ordine
pubblico è affidato a Milano all'autorità militare (N. 187).
7 agosto - Un fascista ucciso e due comunisti feriti a Bologna. Comunisti
assalgono e feriscono in un'imboscata 7 fascisti presso Siena (N. 188).
17 agosto - Un morto e tre feriti nel Cremasco in un conflitto tra comunisti
e carabinieri a Capralba (N. 197).
22 agosto - Tre morti in una zuffa in un'osteria a S. Giovanni in Croce
(Cremona), di cui 2 socialisti e un fascista (N. 201).
24 agosto - Un fascista viene ucciso e tre fascisti vengono feriti a Treviso
(N. 203).
4 settembre - Un fascista è pugnalato da un comunista a Castiglion dei
Pepoli (Bologna) (N. 211).
6 settembre - In un'imboscata a Moncalieri un morto e un ferito, fascisti
(N. 214).
11 settembre - A San Nicandro Garganico un fascista viene ucciso da un
monarchico. Un fascista mutilato è ucciso a Valdagno (Vicenza) da
social-comunisti (N. 218).
18 settembre - Un morto a Santhià (Torino) e tre feriti in una mischia tra
socialisti e fascisti. Un morto e 15 feriti a Gallipoli (Lecce) in un
conflitto tra socialisti e fascisti (N. 225).
22 settembre - 4 morti e 5 feriti in un conflitto in Calabria tra
carabinieri e contadini (N. 229).
30 settembre - L'on. Paolucci presenta una proposta di legge per
l'interdizione dai pubblici uffici dei disertori (N. 235). Dimostrazioni di
fascisti a Padova contro il Ministro Alessio. Un fascista è accoltellato da
un consigliere comunale (N. 235).
2 ottobre - Uno studente fascista è ucciso a Torino in una rissa tra
fascisti e comunisti (N. 236). Il Municipio di Bolzano viene occupato dai
fascisti. Due fascisti gravemente feriti dai comunisti a Dovadola (Forlì)
(N. 237).
3 ottobre - Nei conflitti tra fascisti e comunisti a Fossombrone (Pesaro)
tre morti.
9 ottobre - Nei conflitti di Motta San Giovanni (Reggio Calabria), tra
arditi del popolo e fascisti, tre morti e 10 feriti tra ambo le parti (N.
242).
10 ottobre - Conflitti a Dergano (Milano) tra fascisti e socialisti: un
morto non appartenente ad alcun partito e 10 feriti di cui tre fascisti (N.
243).
11 ottobre - Un morto in uno scontro di fascisti e socialisti a Rionero in
Volture (N. 244).
14 ottobre - Il Municipio di Vicenza è occupato dai fascisti (N. 248).
19 ottobre - Un fascista è ucciso dagli arditi del popolo a Castelleone di
Suasa (Ancona) (N. 252).
23 ottobre - Comincia il Congresso fascista a Napoli (N. 255). Discorso
dell'on. Mussolini a Napoli.
27 ottobre - La mobilitazione generale fascista è proclamata in tutta
Italia. Tutti i poteri passano all'autorità militare. Avendo a Cremona i
fascisti occupato gli edifici pubblici, la forza li scaccia: 10 fascisti
rimangono uccisi (N. 259).
28 ottobre - Lo stato d'assedio è proclamato in tutta Italia (N. 259).
30 ottobre - Avendo S. M.il Re rifiutato di firmare il decreto sullo stato
di assedio, l'on. Facta rassegna le dimissioni; le forze fasciste entrano a
Roma; l'on. Mussolini riceve l'incarico di formare il Gabinetto (N. 260).





--
NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt
MirkoC
2004-09-13 07:22:34 UTC
Post by SEGRETERIA NAZIONALE MFL
Post by MirkoC
http://www.cronologia.it/fascismo/fasc000.htm
Alle cretinate inventate da chi non cita altra fonte al di fuori della sua
fantasia, rispondiamo con chi scrisse citando le fonti giornalistiche di
quanto raccontava.
Non so se sei andato al link che ti ho indicato (tra l'altro cronologia
è un sito serio) è sicuramente di parte poichè è stato redatto dai
socialisti, non credo però che sia utile rospondere negando i fatti
accaduti che ci sono stati e che probabilmente la storiografia ufficiale
e questo documento hanno volutamente amplificato.
E' indubbio poi che la vilenza fascista sia stata una risposta la
biennio rosso e alle violenze subite dai fascisti stessi.
Ciò che più mi interessa è capire perchè il fascismo che aveva elementi
"popolari" e si faceva interprete in un certo modo delle rivendicazioni
dei lavoratori sia andato a colpire le camere del lavoro.
MirkoC

--
NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt
SEGRETERIA NAZIONALE MFL
2004-09-13 18:12:07 UTC
Post by MirkoC
Non so se sei andato al link che ti ho indicato (tra l'altro cronologia
è un sito serio)
Per ora gli ho dato una semplice occhiata, ma pare essere molto
interessante.
Approfondirò la lettural...
Post by MirkoC
è sicuramente di parte poichè è stato redatto dai
socialisti, non credo però che sia utile rospondere negando i fatti
accaduti che ci sono stati e che probabilmente la storiografia ufficiale
e questo documento hanno volutamente amplificato.
E' indubbio poi che la vilenza fascista sia stata una risposta la
biennio rosso e alle violenze subite dai fascisti stessi.
Sarà indubbio per te e per me, ma esistono tante anime candide che ancora
oggi credono alla favoletta dei cattivissimi Fascisti, bracci armati del
padronato, che aggredivano pacifici ed onesti lavoratori...
Post by MirkoC
Ciò che più mi interessa è capire perchè il fascismo che aveva elementi
"popolari" e si faceva interprete in un certo modo delle rivendicazioni
dei lavoratori sia andato a colpire le camere del lavoro.
MirkoC
Probabilmente perché erano viste più come un simbolo dell'avversario
socialista che come un simbolo del vero lavoratore.
La Legislazione sociale del Fascismo è una prova più che concreta
dell'interesse fascista per i lavoratori ed i meno abbienti in genere.


Segr. Naz. MFL
--
www.fascismoeliberta.net


--
NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt
Manfred De La Rey
2004-09-15 11:55:25 UTC
Post by SEGRETERIA NAZIONALE MFL
Probabilmente perché erano viste più come un simbolo dell'avversario
socialista che come un simbolo del vero lavoratore.
La Legislazione sociale del Fascismo è una prova più che concreta
dell'interesse fascista per i lavoratori ed i meno abbienti in genere.
Segr. Naz. MFL
--
www.fascismoeliberta.net
--
NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt
Potresti indicarmi, per cortesia, della documentazione relativa alla
Legislazione sociale del Fascismo (link, monografie e/o libri) ?
Grazie mille !
Camerateschi saluti.
--
Un carissimo saluto agli amici di Echelon che stanno spiando questo
messaggio

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it



--
NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt
SEGRETERIA NAZIONALE MFL
2004-09-15 15:56:49 UTC
Post by Manfred De La Rey
Potresti indicarmi, per cortesia, della documentazione relativa alla
Legislazione sociale del Fascismo (link, monografie e/o libri) ?
Grazie mille !
Camerateschi saluti.
Un piccolo aiuto tratto da un testo ancora in fase di preparazione...
Dal numero e dalla data dei Regi Decreti citati potrai risalire a maggiori
informazioni.


Segr. Naz. MFL
--
www.fascismoeliberta.net

a.. Introduzione della legge sulle otto ore di lavoro - L. 15 Marzo 1923 ;
Legge confermata successivamente dal R.D. del 10.09.1923, n

a.. Introduzione della legge sulle otto ore di lavoro - L. 15 Marzo 1923 ;
Legge confermata successivamente dal R.D. del 10.09.1923, n. 1955; l'Italia
fu la prima Nazione del mondo a ratificare la convenzione di Washington;



a.. Tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli - R.D. del 26.04.1923,
n. 653 ;



a.. Istituzione della Giustizia amministrativa - R.D. del 18 Novembre
1923, n. 2441;



a.. Fondazione ed organizzazione dell'Opera Nazionale della Maternità e
dell'Infanzia - O.M.N.I. - R.D. del 10.12.1925, n. 2277; nel primo decennio
della sua esistenza - 1925-1926 - l'OMNI spese per la sua attività oltre un
miliardo di lire; soltanto nell'anno 1935, furono assistite 1.713.978
persone, fra madri, bambini, fanciulli e adolescenti; e vennero concessi
3.686.220 provvedimenti assistenziali. Ogni cento abitanti, ne vennero
assistiti una media di 3,87 nell'Italia settentrionale; 4,68 nell'Italia
centrale; 4,08 nell'Italia meridionale: 4,68 nell'Italia insulare ;



a.. Assistenza ospedaliera per i poveri - RD del 30.12.1923, n. 2641;



a.. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. del 30.12.1923, n. 3184;



a.. Assicurazione contro la disoccupazione R.D. del 30.12.1923, n. 3158;



a.. Promulgazione delle prime Leggi del mondo a tutela e protezione degli
animali - 1924-1937;



a.. Istituzione del primo contratto nazionale di lavoro del mondo - 1925;



a.. Promulgazione delle prime Leggi del mondo a tutela dell'ambiente,
nonché sull'ecologia ed il rimboschimento - 1925-1930;



a.. Esonero dal servizio militare per gli Italiani residenti all'estero -
L. del 25 Marzo 1926, n.551;



a.. Ordinamento sindacale di diritto, nonché disciplina e riconoscimento
giuridico dei contratti collettivi di lavoro - R.D. del 3 Aprile 1926, n.
563; integrato dal R.D. 01.07.1926, n. 1130, e contenente le relative norme
di attuazione;



a.. Istituzione della Magistratura del Lavoro - L. 03.04.1926; presso ogni
Corte d'Appello era designata e riunita una sezione speciale che esercitava
le funzioni di Magistratura del Lavoro; questa sezione era costituita per
prevenire e giudicare le controversie relative ai rapporti fra lavoratori e
datori di lavoro, interpretare i patti tra i datori di lavoro ed i
lavoratori, appianare o impedire i disaccordi collettivi di lavoro tra
associazioni padronali e sindacali, e trovare le soluzioni più idonee o
adeguate ai loro eventuali contrasti;



a.. Promulgazione della "Carta Nazionale del Lavoro" - 21 Aprile 1927;
Gazzetta Ufficiale del 30.04.1927, n. 100; quella "Carta" fu la prima
codificazione del mondo, a proposito dei diritti e dei doveri tra capitale e
lavoro; senza contare l'enunciazione e l'enumerazione dei principi basilari
sulla tutela dei diritti dei lavoratori (diritto alle ferie annuali pagate,
diritto alla liquidazione o all'indennizzo di fine rapporto lavorativo,
diritto al pagamento del lavoro straordinario, protezione giuridica gratuita
nelle controversie con i datori di lavoro, ecc.);



a.. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti - R.D. del 08.05.1927,
n. 798;



a.. Assicurazione obbligatoria contro la TBC (tubercolosi) - R.D. del
27.10.1927, n. 2055;



a.. Esenzione tributaria per le famiglie numerose - R.D. del 14.05.1928,
n. 1312;



a.. Tutela penale dei contratti collettivi di lavoro - R.D. del
26.02.1928, n. 741;



a.. Istituzione degli Uffici di Collocamento -29 marzo 1928;



a.. Assicurazione obbligatoria per le malattie professionali - R.D. del
13.05.1928, n. 928;



a.. Elaborazione, redazione e promulgazione della prima legge per il
riconoscimento e la tutela delle malattie professionali - R.D. 13.09.1929,
n. 928 ;



a.. Fondazione, organizzazione e sviluppo dell'Opera Nazionale Orfani di
guerra - R.D. del 26.07.1929, n. 1397;



a.. Abolizione dei dazi - R.D. del 20 Marzo 1930, n. 141;



a.. Fondazione, organizzazione e sviluppo dell'INFAIL (Istituto Nazionale
Fascista Assicurazione Infortuni sul Lavoro) - l'attuale I.N.A.I.L.
(Istituto Nazionale per l'Assicurazione sugli Infortuni sul Lavoro) - R.D.
del 23.03.1933, n. 264;



a.. Fondazione dell'Ente Nazionale di Lavoro per i Ciechi (E.N.L.C.) -
R.D. del 11 ottobre 1934, n. 1844 - Convertito in L. 18 aprile 1935, n. 961
(G.U. 24 giugno 1935, n. 146); l'ENLC era un Ente morale, con sede in
Firenze, che aveva per scopo di assicurare un'occupazione remunerativa ai
ciechi di ambo i sessi, idonei al lavoro, con preferenza ai ciechi di
guerra;



a.. Introduzione della settimana lavorativa di 40 ore - 5 Novembre 1934;
innovazione confortata dalla Legge del 23 Giugno 1935 e dal R.D. del 29
Maggio 1937, n. 1768;



a.. Istituzione del Libretto di Lavoro - R.D. del 10.01.1935, n. 112;



a.. Fondazione, organizzazione e sviluppo dell'INFPS (Istituto Nazionale
Fascista della Previdenza Sociale) - l'attuale I.N.P.S.(Istituto Nazionale
della Previdenza Sociale) - R.D. del 04.10.1935, n. 1827;



a.. Fondazione, organizzazione e sviluppo dell'Istituto Autonomo delle
Case Popolari - IACP; L. 6 Giugno 1936, n. 1129; rafforzata dalla Legge T.U.
con R.D. del 28.04.1938, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 05.05.1938,
n. 177;



a.. Assicurazione maternità per lavoratrici agricole - L. del 7 Agosto
1936, n. 1592;



a.. Fondazione, organizzazione e sviluppo dell'Istituto Nazionale Case
Impiegati Statali - I.N.C.I.S. - 1936;



a.. Fondazione, organizzazione e sviluppo dell'Ente Comunale di
Assistenza - E.C.A. - R.D. del 03.06.1937, n. 817;



a.. Istituzione degli Assegni famigliari - R.D. del 17.06.1937, n. 1048;



a.. Istituzione delle Casse Rurali ed Artigiane R.D. del 26.08.1937, n.
1706;



a.. Istituzione della tessera sanitaria per gli addetti servizi
domestici - R.D. del 23.06.1939, n. 1239 ;



a.. Istituzione della Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria -
13.06.1941;



a.. Fondazione ed organizzazione dell'I.N.A.M. - Istituto Nazionale per
l'Assistenza malattia ai lavoratori - R.D. del 11.01.1943, n. 138.;



a.. Promulgazione della Socializzazione delle Imprese - Legge della R.S.I.
1944; dichiarazione programmatica del Consiglio dei Ministri dell'11.01.1944
e D.L. del 12.02.1944; ". la Socializzazione - ebbe a sottolineare Mussolini
(discorso di Gragnano, 14 Ottobre 1944) - altro non è se non la
realizzazione italiana, umana, nostra, effettuabile del Socialismo; dico
"nostra" in quanto fa del lavoro il soggetto unico dell'economia, ma
respinge le meccaniche livellazioni di tutto e di tutti, inesistenti nella
natura e impossibili nella storia. Con questo noi intendiamo evocare sulla
scena politica gli elementi migliori del popolo lavoratore".




a.. la riorganizzazione e lo sviluppo dell'Opera Nazionale Combattenti
(ONC) - 1923; è a questo Ente che, più tardi, il Regime di Mussolini
assegnerà il compito di realizzare la bonifica e la nuova strutturazione
ambientale dell'Agro Pontino: una vasta regione paludosa e malarica che si
estendeva, per all'incirca 760 kmq, al Sud di Roma, sino al mare, tra
Terracina e monte Circello;



a.. la creazione del Gran Consiglio del Fascismo - 13 Gennaio 1923: organo
supremo della rivoluzione;



a.. l'istituzione della nuova "Festa del Lavoro" - 23 Gennaio 1923; la
data di quella festa venne fissata il 21 Aprile (il "Natale di Roma") di
ogni anno;



a.. la riorganizzazione della burocrazia - R.D. del 4 Febbraio 1923, n.
335, e R.D. del 29 aprile 1923, n. 1164;



a.. l'assunzione da parte dello Stato del monopolio della rete telefonica
a grande distanza. - 8 Febbraio 1923;



a.. L'approvazione - da parte del Consiglio dei Ministri - della "Riforma
Scolastica" proposta dal Ministro della Pubblica istruzione Giovanni
Gentile - 27 Marzo (o Aprle?) 1923 ; riforma regolata, in seguito, dal R.D.
del 06.05.1923, n. 1054; con quella riforma venne definito il valore etico e
formativo della scuola che era prima concepita quasi esclusivamente in
funzione strumentale e informativa ; la riforma Gentile si preoccupò
anzitutto dell'istruzione popolare, istituendo dovunque la scuola rurale e
la scuola serale, che valsero a diffondere, in brevissimo tempo, l'obbligo e
il desiderio dello studio negli strati più profondi e più lontani delle
popolazioni periferiche, fino a debellare l'analfabetismo ;



a.. la valorizzazione ed il potenziamento dell'Istituto Nazionale di
Genetica per la Cerealicoltura - 1923-1933; gia nel 1923, venne favorita e
sponsorizzata la prima "Mostra dell'Agricoltura, dell'Industria e dell'Arte
applicata" a Roma, in cui il Sen. Nazzareno Strampelli (degli omonimi Centri
sperimentali di Rieti) presentava 35 nuove varietà di frumento tenero e
alcune di duro; nel 1939, il Registro nazionale delle varietà elette,
elencava 50 varietà di frumento, 32 delle quali sempre provenienti dai
suddetti Centri sperimentali;



a.. l'istituzione dell'Ente Nazionale di Educazione Fisica - L. del 15
Marzo 1923, n. 91;



a.. l'Istituzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR - 1923;



a.. la fondazione, l'organizzazione e lo sviluppo della Regia Accademia
Aeronautica per l'istruzione degli aspiranti alla nomina di Ufficiali in
servizio attivo - 31 Ottobre 1923 ;



a.. la definizione e l'organizzazione dello stato giuridico ed economico
degli impiegati pubblici - R.D. dell'11 Novembre 1923, n. 2395;



a.. la disciplina degli organi amministrativi provinciali e comunali -
R.D. del 30 Dicembre 1923, n. 2839;



a.. l'elaborazione, il negoziato e la firma "Trattato di Roma" (Patto di
amicizia italo-jugoslavo e accordo per Fiume) - 27 Gennaio 1924; il 16
Febbraio 1924, la città di Fiume passò legalmente all'Italia;



a.. l'elaborazione e la promulgazione del nuovo regolamento dell'
Istruzione industriale - R.D. 1924, n. 969 ;



a.. il riordinamento delle scuole artistico-industriali e passaggio di
queste ultime dal Ministero dell'Economia a quello dell'Istruzione - R.D.
1924, n. 1200 ;



a.. l'elaborazione e la promulgazione degli orari e dei programmi d'esame
per Licei Artistici e le Accademie - R.D. 1924, n. 1239 ;



a.. il riordinamento elettorale del paese e promulgazione della Legge per
la rappresentanza politica elettiva del Regno d'Italia - R.D. del 17 Marzo
1923, n. 1019;



a.. l'istituzione della Scuola Professionale Agricola - L. del 3 Aprile
1924, n. 534; ed il riordinamento dell'istruzione agraria - R.D. 1924, n.
2172 ;



a.. la vittoria elettorale Fascista alla consultazione nazionale del 6
Aprile 1924; la lista del Fascio Littorio raccolse il 64,9% dei suffragi e
vide eletti tutti i suoi 356 candidati ; all'insieme delle altre liste,
toccò un terzo dei seggi (179) ;



a.. l'istituzione del Ministero delle Comunicazioni - R.D. 30 Aprile 1924,
n. 596;



a.. la riforma del Codice della Navigazione - 1924;



a.. la fondazione, l'organizzazione e lo sviluppo dell'Istituto
L.U.C.E.(L'Unione per la Cinematografia Educativa) - 1924;



a.. la fondazione, l'organizzazione e lo sviluppo dell'Unione Radiofonica
Italiana - 1924;



a.. la riduzione del deficit pubblico 1923-24; l'esercizio finanziario che
si era chiuso nel 1921-22 con un disavanzo di 15 miliardi 761 milioni di
lire, nel 1923-24 fu già ridotto a soli 418 milioni di lire di allora;




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NG it.politica.destra - http://www.news.nic.it/manif/it.politica.destra.txt